L'Europa è sempre di più uno dei cuori pulsanti dei videogiochi, sia per quanto riguarda chi li acquista e consuma, sia per l'industria che li produce. Storicamente, il videogame affonda le sue radici soprattutto in America e in Giappone, ma oggi anche il nostro continente è sempre più rilevante.
A confermarlo sono i numeri di VideoGamesEurope che, insieme alla EDGF (European Games Developer Federation), ha pubblicato il report annuale sullo status dei videogame in Europa.
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L'industria
Secondo il rapporto, sono oltre 116mila le persone nel continente europeo che lavorano nell'industria dei videogiochi. Di queste, oltre 25mila si trovano nel solo Regno Unito, che ha tradizionalmente un contesto di sviluppo molto attivo.
Tra gli altri Paesi che ospitano la forza lavoro del videogioco europeo, abbiamo quasi 12mila lavoratori in Germania, oltre 9mila in Svezia, più di 6mila in Polonia – sede di giganti come CD Projekt, compagnia dietro The Witcher, Cyberpunk e il catalogo di giochi classici GOG.com.
L'Italia, secondo il report, conta invece su circa 2.600 professionisti del videogioco – un numero in linea con quello rilevato anche dal report di IIDEA, l'associazione di settore tricolore, che aveva calcolato 2.800 lavoratori per la game Industry italiana.
Il mercato
Il mercato europeo dei videogiochi, segnala il report di VideoGamesEurope, nel 2024 ha rappresentato un giro d'affari da 26,8 miliardi di euro, con le entrate in crescita ininterrotta dal 2018 in poi.
A rendere possibili è la grande diffusione del videogioco: gioca, infatti, il 54% delle persone tra i 6 ei 65 anni, con un'età media di 34 anni. Cade anche lo stereotipo che ad appassionarsi ai videogiochi siano soprattutto i giovanissimi: il report, che coinvolge 60.000 giocatori l'anno dai maggiori mercati europei, indica infatti che il 75% degli utenti è maggiorenne.
In Italia i giocatori sono 14 milioni (anche qui, dato allineato a quello fornito in precedenza da IIDEA), ossia il 33% della popolazione. Curiosamente, negli altri mercati maggiori le percentuali sono però molto più alte: in Germania, ad esempio, gioca il 60% della popolazione (35,9 milioni di persone), in Francia il 63% (30,8 milioni), in Spagna il 62% (22,1 milioni).
Il fatto che il nostro Paese sia un po' “meno videogiocatore” dei nostri vicini europei si rileva anche nelle ore di gioco: gli italiani trascorrono in media 6,6 ore a settimana sui videogame, i tedeschi 11,6 ore, i francesi 7,6 a settimana.
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Come gioca e come spendono gli utenti europei
Sul totale degli utenti del mercato europeo, viene rilevato che il 71% gioca su smartphone, il 59% gioca su console e il 43% gioca su PC. Il report indica anche dei dati specifici per le giocatrici, anche qui facendo cadere lo stereotipo che vorrebbe il gaming essere ad altissima prevalenza maschile: secondo i dati, il 45% degli utenti è rappresentato da donne, con un'età media di 32 anni. E se è vero che il 76% di loro dichiara di giocare su smartphone, lo è anche che il 55% gioca su console e il 35% su PC.
Considerando che tutte queste piattaforme – e in particolare smartphone e PC – hanno da tempo abbracciato un modello di vendita digitale dei software, non sorprende leggere che le entrate del mercato videoludico europeo vengono per il 90% dagli acquisti digitali (mentre nel 2023 il digital delivery rappresentava l'85% della spesa degli utenti): si tratta di denaro speso per l'acquisto di giochi completi da scaricare, o di contenuti extra da utilizzare all'interno dei titoli.
La piattaforma più popolare, in termini di entrate, è rappresentata dagli smartphone, che portano il 44% degli incassi del mercato europeo, seguiti dal 38% che arriva dalle console e dal 15% dal gaming su PC. I giochi più popolari in Europa nel 2024 per vendite sono stati, rispettivamente, Coin Master, il calcistico EA Sports FC 25 ed Helldivers II.
Intervistati in merito a cosa renda interessante l'esperienza di gioco, gli utenti europei nel 74% dei casi ritengono che i videogame diano stimoli mentali. Il 67% concorda nel trovarli un modo salutare per svagarsi dalle sfide della vita reale e quotidiana, mentre il 68% concorda con l'idea che i videogiochi siano d'aiuto per alleviare il senso di stress.
In crescita
«Nel corso degli ultimi cinque anni, il nostro settore ha continuato a crescere, dando il suo contributo all'economia europea e offrendo impiego a una forza lavoro altamente qualificata» ha commentato Hester Woodliffe, presidente di Video Games Europe, alla pubblicazione del report. «Con il giusto supporto da parte delle istituzioni, comprese le recenti strategie di educazione previste dall'Europa per ridurre il divario nelle competenze, il riconoscimento dell'autoregolamentazione e della flessibilità nella co-regolamentazione, e con il supporto per l'innovazione, la nascita di nuove proprietà intellettuali ei modelli di business inediti, allora il nostro settore può aspirare a primeggiare nel mondo».
Un obiettivo tutt'altro che facile, vista la storicità e capillarità del videogioco negli altri continenti: ma i numeri suggeriscono che l'Europa si è messa sulla buona strada.
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