“Le violenze erano già organizzate” anche se non dagli organizzatori del corteo. E ancora: “Sono rimasta scioccata che nella manifestazione uno degli striscioni di testa inneggiava al terrore. A chi inneggia il terrorismo gli si permette di stare in testa al corteo: forse la tesi dei semplici infiltrati è un po’ riduttiva”. Lo dice la premier Giorgia Meloni, parlando delle manifestazioni e degli incidenti avvenuti in piazza a “Cinque minuti” su Rai Uno.
“Faccio un richiamo alla responsabilità”, prosegue la premier, parlando anche della Flotilla. “Non serve mettersi in pericolo e dare un alibi a chi la pace non la vuole, c’è il rischio che diventi tutto strumentale”. E sullo sciopero “non sono stata dura, ho solo detto che è stato pretestuoso”. Per la presidente del Consiglio la Cgil “è molto più interessata a difendere la sinistra più che i lavoratori”.
Meloni dice di temere “il clima che si sta imbarbarendo parecchio. Io non conto più le minacce di morte e penso che qui ci siano delle responsabilità di chi per esempio dice che hai le mani di sangue, da chi dice che questo governo è complice di genocidio”. “Non si ha più il senso delle parole che si usano per fare propaganda”, afferma la presidente del Consiglio, “io sono basita”.
La premier aggiunge: “Io, il ministro Crosetto, il ministro Tajani e credo l’amministratore delegato di Leonardo, Roberto Cingolani siamo stati denunciati alla Corte Penale Internazionale per concorso in genocidio. Credo che non esista un altro caso al mondo e nella storia di una denuncia del genere”.
Sul rapporto con gli alleati, Meloni spiega che non c’è “nessun nervosismo nella maggioranza”. Il centrodestra “si è affermato dodici volte su sedici” sulle ultime elezioni regionali “ho la conferma che gli italiani vedono i risultati” del governo “e capiscono quando si cerca di trattarli per scemi”, sottolinea commentando il voto nelle Marche e in Calabria. “Questo governo ha come bussola l’interesse nazionale”, rimarca ancora la premier.
Alla domanda se aspiri al Quirinale, Meloni risponde: “Mi basta e avanza fare il presidente del Consiglio. L’opposizione parla solo di me… Renzi ha il progetto di impedire alla Meloni di andare al Quirinale ma la politica si fa” per fare proposte da realizzare. “L’opposizione fa politica contro, non so quanti cittadini decideranno di sostenerli”, aggiunge.
E rispetto al referendum sulla separazione delle carriere dice: “Stiamo dando agli italiani e alla giustizia un’occasione storica, di liberare la magistratura italiana” dalle correnti e dalla politica. Le nostre norme sono di consenso, credo siano condivise dalla maggioranza degli italiani e da diversi esponenti politici dell’opposizione. Vedremo. Noi ci siamo impegnati sulla riforma, sarà il popolo italiano a dire come la pensa. Io spero che gli italiani votino in base al merito della riforma”.

