Definire la stagione 2025, come una delle peggiori della Ferrari, forse è fin troppo eccessivo. Chi ha vissuto i drammi del mondiale 2020 sa bene cosa intendiamo dire. La squadra di Maranello ha avuto momenti ben peggiori di questo. È chiaro però che 5 podi (Arabia Saudita, Monaco, Spagna, Austria e Belgio) uniti all’unica pole position dell’Ungheria, bottino conquistato interamente da Leclerc, non bastano a dare un senso ad un anno, che potremmo definire, alquanto anonimo.
Le prestazioni non ci sono. I piloti fanno anche l’impossibile per riuscire ad ottenere un risultato migliore di quello che meriterebbe l’auto in base all’attuale potenziale, ma la squadra sembra guardare oltre. La storica Scuderia sembra essere quasi disallineata dalle opinioni dei propri conducenti. Hamilton e Leclerc, anche se hanno pensieri un po’ diversi su quali siano gli aspetti da migliorare per poter progredire insieme come squadra, il team principal Frederic Vasseur appare in certe circostanze anche distaccato dal contesto.
Un esempio? Le dichiarazioni rilasciate dal manager durante il weekend di Singapore, in cui glissava sui grandissimi passi avanti fatti dalla Mercedes, affermando che non era solo la Ferrari ad essere stata superata, ma anche la McLaren (almeno a su una pista unica nel suo genere come Marina Bay). Come a cercare di infilare i problemi sotto al tappeto, ‘forti’ del fatto di non essere stati gli unici ad essere stati presi in contropiede. In questo frangente sembra come se Vasseur sia più un’insegnante di filosofia, piuttosto che un direttore d’orchestra. Non essere gli unici ad essersi lasciati superare dalla Mercedes è una pillola che può dare sollievo oggi, ma che non risolverà i problemi tra due settimane quando si correrà ad Austin e la settimana dopo in Messico. Soprattutto ora che, perso il secondo posto costruttori, si sta accettando il rischio di perdere anche il terzo a favore della Red Bull (squadra che sostanzialmente ha corso il mondiale con un solo pilota).
Ferrari, la mentalità sbagliata che scontenta i piloti
È la mentalità che è sbagliata e i conducenti ne risentono. Mentre Vasseur è occupato a trovare dei tappeti sotto cui nascondere la polvere presente all’interno del garage del Cavallino, i piloti soffrono e questo si riflette oltre che sulle prestazioni in pista, anche sul loro stato d’animo.
L’esempio che secondo noi calza ancor più a pennello è lo stranissimo rendimento che ha la vettura durante il weekend. Di solito al venerdì la SF-25 è competitiva, sembra possa anche sfidare gli avversari e competere per il podio, se non anche qualcosa di più a volte, ma poi già dalle FP3 si sgonfia come un palloncino legato male. E non è un qualcosa riconducibile alle mappature motore. Lo strano comportamento potrebbe derivare dalle motivazioni che stanno spingendo i tecnici ad obbligare Leclerc e Hamilton a fare tanto lift and cost durante le fasi di gara.
Uno dei tanti problemi riguarda la difficoltà di correre all’altezza da terra desiderata. Al venerdì si riesce a girare più bassi, mentre dal sabato, con l’assetto pensato per la gara, la vettura si alza quel tanto che basta da mandare tutte le carte all’aria. Chssà poi se tali scelte dipendano anche da altri fattori. Potrebbero essercene più di uno.
Anche qui però, la domanda che ci facciamo è semplicemente una: perché? Perché ostinarsi al venerdì ad utilizzare un assetto che si sa, non potrà essere utilizzato in qualifica e gara? Lo si fa per poter dire ai piloti che senza tutte queste problematiche la SF-25 sarebbe stata in grado di sfidare gli avversari e lottare al vertice? È una mentalità che non funziona.
Lo vediamo ad ogni GP. Più i weekend passano, più i piloti sono scontenti. Vorrebbero vedere una reazione, sapere che si stia lavorando a qualcosa di concreto senza perdere tempo a fare dei giochi che non portano da nessuna parte. Ovviamente adesso oltre al budget cap si aggiunge anche il fatto che essendo a fine stagione, l’impegno deve essere rivolto per forza di cose al 2026, ma (e c’è un ma di dimensioni stratosferiche) il guaio è che le altre squadre continuano a portare aggiornamenti. Upgrade che funzionano. Perché la Ferrari non ci riesce? Cosa c’è che non va?
Se ci si concentrasse sin da subito sul set up che si sa, per forza di cose, genererà dei problemi in qualifica e in gara, anche la giornata del venerdì potrebbe essere deludente in termini di risultati. Questo potrebbe essere un dato di fatto. I piloti però, quantomeno, vedrebbero nel team la voglia di apprendere da una situazione certamente scomoda e non voluta. Vedrebbero una squadra che sa assumersi le responsabilità e che cerca di progredire prendendo di petto i problemi.
Sembra quasi come se la Ferrari abbia perso il senso dell’orientamento. Almeno osservandola dall’esterno, è come se stia affrontando tutto con la mentalità sbagliata. Il guaio è che i piloti risentono enormemente di questa situazione e non ci sarebbe da meravigliarsi se poi uno dei due, o peggio entrambi, decidessero di spiccare il volo nella speranza di trovare fortuna altrove. Hamilton ormai è giunto quasi al termine della sua carriera, ma Leclerc, difficile pensare possa resistere ancora a lungo in questa condizione.
Foto: Ferrari
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