La pioggia caduta qualche ora prima della gara non ha cambiato l’esito del GP di Singapore. La corsa inizia in condizioni di perfetto asciutto permettendo ai piloti di poter sostenere un GP in scioltezza mediante un’unica strategia ad una sosta. L’unica variabile, almeno nella maggior parte dei casi è stata dettata dalla scelta effettuata per la mescola con cui prendere parte alla gara dalla griglia di partenza.
Il recap strategico
Prima di fornirvi la nostra opinione, andiamo a fare un rapido recap della situazione. Come avevamo anticipato stamattina (in accordo con la Pirelli, leggi qui), la tattica ad un solo pit stop è andata per la maggiore con la vincente che è risultata essere la Medium C4-Hard C3 adottata dal vincitore Russell, Norris, Piastri, Antonelli, Leclerc, Bearman (che hanno chiuso in top-10), Bortoleto e Ocon.
Verstappen ha provato ad avere una partenza un po’ più arrembante, senza successo, mediante l’utilizzo della Soft C5 al via seguita dalla Hard, con lui anche Hadjar e Tsunoda che però non sono riusciti ad entrare in top ten.
Le strategie più interessanti ad una sosta hanno riguardato l’esclusione della mescola Hard C3. Alonso, nonostante un problema ai box, mediante Soft-Medie, è riuscito a risalire fino all’ottava posizione (diventerà settima a causa della penalità di 5’’ comminata a Hamilton). Sulla stessa tattica Stroll e Colapinto. Molto bene anche Sainz su Medium-Soft, capace di chiudere decimo, nonostante l’inizio dal fondo dallo schieramento (gara magistrale la sua). Sulla stessa linea del nativo di madrid abbiamo avuto Albon e Lawson.
Hamilton si è ritrovato invece su una strategia a due soste M-H-S sfruttando l’immenso vantaggio che aveva su Alonso. L’idea non era malvagia dal momento che nel finale, nonostante la sosta in più, stava riuscendo ad attaccare Antonelli per la quinta posizione. Purtroppo un problema ai freni lo ha fatto scendere in P7 e il tentativo di difesa su Alonso, con relativo taglio di pista (per cui è stato penalizzato) lo hanno fatto scendere in P8. Gli altri due sulla medesima strategia del sette volte iridato sono Gasly e Hulkenberg, nelle ultime posizioni. In entrambi i casi, la seconda sosta è arrivata non per loro stretta decisione.
Per il secondo anno consecutio abbiamo assistito ad una gara senza Safety Car, che a Singapore è un vero e proprio evento. Inoltre non è stato registrato alcun ritiro.
Russell vince in scioltezza, Verstappen osa in modo errato
Il pilota britannico della Mercedes è autore di una gara semplicemente perfetta. Una volta spenti i semafori, prende margine su Verstappen, forte delle gomme Medie (Max soffre sulle Soft). Allunga e poi, anche se sulle Hard a tratti l’olandese è più performante, riesce a gestire bene la gara senza andare mai sotto pressione.
Se ci sono degli errori che Verstappen ha fatto, sono stati due. Il primo, è stato quello di utilizzare le Soft ad inizio gara, le Medie si sono comportate molto meglio. Il secondo, dal momento che ormai era scattato sulle Soft è stato quello di rientrare ai box troppo presto per mettere le Hard. Gli altri avendo fatto degli overcut, si sono trovati molto meglio nella seconda parte di gara.
L’olandese, così, non è riuscito ad impensierire Russell e oltretutto si è ritrovato a dover tenere Norris sotto controllo (piccola parentesi, a Singapore i sorpassi sono difficili, per cui dopo una prima parte arrembante da parte di Lando, la McLaren non ha fatto altro che cercare di mettere pressione a Vesrappen dalla distanza. C’è stato un solo vero atttacco negli ultimi giri, ma nulla di serio). Dal momento che Verstappen aveva montato le Soft avrebbe dovuto fare come Alonso. Avrebbe dovuto allungare il primo stint per poi usare le Medie nel finale. Visto cosa è stato in grado di fare lo spagnolo, probabilmente, a posteriori, era l’unico modo per mettere il fiato sul collo alla Mercedes.
No comment Ferrari…
Una gara anonima senza gran che da dire. Strategia standard e problemi tecnici. Con Hamilton si era avuta una buona intuizione che lo stava mettendo in condizione di arrivare quinto, ma poi le noie ai freni hanno fatto più del dovuto. Il vero guaio della Scuderia Ferrari è che non c’è solo un aspetto da risolvere, ce ne sono tanti.
Menzione speciale per gli spagnoli
A nostro avviso sono state due le strategie migliori oggi e nessuna è stata selezionata dai piloti in top-3 (tra l’altro appartenenti ognuno ad un team differente). Le tattiche più competitive sono state portate a termine da Alonso (Soft-Medium) e da Sainz (Medium-Soft) per i motivi precedentemente detti. La Medium C4 era la gomme migliore su questa pista. Non a caso, è stato Fernando Alonso, ad essere stato eletto ‘Driver of the day’. Titolo che avrebbe meritato anche Carlos Sainz considerata l’arretrata posizione di partenza (impressionante lo stint sulle Medie, 50 giri totali).
Foto coperina: X, Mercedes; foto interna: X, Pirelli
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