Il film su Open Arms, la ong spagnola impegnata nel Mediterraneo nel salvataggio dei migranti, sparisce dalla prima serata di RaiTre e viene spostato più tardi “dopo le proteste della Lega”, denuncia Avs.
Il film era stato scelto da RaiTre in occasione della Giornata internazionale per le vittime dell’immigrazione ma “essendo la Open Arms l’organizzazione che ha portato a processo il leader leghista Matteo Salvini, dal suo partito si sono fatti sentire con un fuoco di fila di dichiarazioni per chiedere lo spostamento, se non addirittura la non messa in onda. Fuoco di fila che ha centrato l’obiettivo, perché in serata la dirigenza Rai ha fatto marcia indietro spostando tutto a tarda notte e annunciando la messa in onda di ‘Io Capitano’ di Garrone”, riferisce il capogruppo dell’Alleanza verdi e sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo misto di palazzo Madama e componente della commissione di Vigilanza Rai.
L’analisi
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Per De Cristofaro questo non sarebbe un caso isolato perché “anche No Other Land, documentario premio Oscar, non avrà la prima serata del 7 ottobre, come invece annunciato, ma viene spostato al 21 dopo le pressioni di FdI. Ci troviamo di fronte a clamorosi cambi di programmazione perché Fratelli d’Italia prima e la Lega poi hanno protestato. Una intromissione sulle scelte editoriali gravissima. Il servizio pubblico è ormai piegato alle volontà dei partiti di maggioranza e per questo è necessaria una nuova governance della Rai – conclude ’esponente di Avs – Una nuova Rai senza i partiti, attenta al pubblico e con una mission di servizio pubblico. I vertici Rai dimostrano di essere eterodiretti dai partiti di maggioranza, poi si arrabbiano quando definiamo la Rai TeleMeloni”.
Open Arms: “Grave censura del film”
La decisione di spostare la programmazione del film dalla prima serata a notte fonda ha irritato la Open Arms. Che parla di “grave censura” ed un “fatto grave” anche che “le scelte di palinsesto siano dettate dalla necessità di accontentare leader di partito, tanto più se implicati in vicende che hanno riguardato la nostra missione in mare”.
Replica della Rai
Per la Rai non c’è censura. E spiega che in vista della Giornata della memoria delle vittime dell’immigrazione, stasera, martedì 30 settembre, “propone in prima serata su RaiTre, il film di Matteo Garrone ‘Io capitano’. Dopo ‘Tg3 Linea Notte’ andrà in onda il documentario ‘Open Arms’. Fonti Rai assicurano che su ‘Open Arms’, inizialmente in programma per stasera in prima serata, non c’è stata nessuna censura editoriale ma il docufilm è passato in seconda serata perché si è preferito mandare in onda in prima il film candidato Oscar ‘Io capitano’ di Matteo Garrone.
Protesta il Pd
Il Pd non è rimasto in silenzio. “La decisione della Rai rappresenta l’ennesima dimostrazione di come il palinsesto del servizio pubblico sia ormai nelle mani dei partiti di governo. È inaccettabile che la programmazione venga piegata alle pressioni politiche della Lega, solo perché il film riguarda la Ong che ha portato a processo l’allora ministro Salvini. Quello che sta accadendo è gravissimo: agli italiani viene consentito di vedere solo ciò che la destra al governo decide che si possa vedere. Non è più la Rai dei cittadini, ma una Rai condizionata dall’esecutivo”, affermano i componenti del Pd nella commissione di Vigilanza Rai annunciando che presenteranno immediatamente interrogazioni sul caso.
Salvini: “L’11 dicembre udienza Cassazione”
E mentre monta la polemica sul nuovo caso in Rai, Matteo Salvini parla da Lamezia Terme intervenendo alla manifestazione per Roberto Occhiuto, candidato del centrodestra alla presidente della regione Calabria. “Ho saputo in queste ore che l’11 dicembre, 3 giorni dopo l’Immacolata, 14 giorni prima del Santo Natale, 3 giorni prima del compleanno di mia figlia, come regalo la sinistra mi manda a processo in Cassazione. E può finire in due maniere: positiva, e mi impegno a tornare a festeggiare, confermano l’assoluzione perché non ho commesso un reato, ho difeso i confini e l’onore del mio Paese. Oppure potrebbero cancellare 268 pagine di assoluzione e rimandarmi a processo dove rischio 6 anni di carcere. Se cancellassero l’assoluzione tornerò lo stesso a Lamezia a festeggiare perché ho difeso il mio Paese e non è reato”, ripete il elader della Lega.

