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    cos’è successo nel terzo giorno di sfilate Primavera-Estate 2026

    admin5698By admin569826 Settembre 2025Nessun commento6 Minuti di lettura
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    cos'è successo nel terzo giorno di sfilate Primavera-Estate 2026
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    Giovedì di sfilate a Milano: da Max Mara a Prada, da Emporio Armani, per la prima volta senza il Signor Armani, a Moschino, scoprite il best of di questa terza giornata

    Proseguono gli appuntamenti in calendario alla Milano Fashion Week e il giovedì è per tradizione il giorno che vede salire in passerella alcuni dei più grandi nomi della moda Italiana.
    La sveglia suona da Max Mara, che abbandona le linee tradizionali per un esercizio di maggiore slancio, fatto di silhouette e materiali che mostrano un nuovo piglio romantico.

    Una delle parole chiave della giornata è senza dubbio creare: inteso come costruire, sulla passerella di Anteprima, oppure come rivisitazione, scomporre e rimettere insieme, come sulla passerella di Boss.
    A rimettere insieme le cose, specialmente quelle che pretendono l’uso di materiali di recupero, è Moschino: Adrian Appiolaza omaggia l’animo più anticonformista del marchio giocando a rendere l’ordinario straordinario.

    C’era grande attesa per il nuovo capitolo firmato Miuccia Prada e Raf Simons: una collezione che, intitolata Body fo Composition, vuole dichiaratamente essere una risposta al sovraccarico della cultura contemporanea – un processo di distillazione, di selezione attraverso gli abiti.

    Scoprite di seguito gli appuntamenti che hanno scandito questa terza giornata di sfilate Primavera-Estate 2026 a Milano.

    Max Mara si ispira al Rococò

    Max Mara Primavera-Estate 2026.
    Credits: Getty Images

    Il primo appuntamento della giornata è come da tradizione con Max Mara, che per la Primavera-Estate 2026 si ispira al Rococò e alla figura di Madame de Pompadour, icona non solo di eleganza ma anche simbolo di intelligenza e anticonformismo. Il suo spirito libero e creativo rivive nei contrasti estetici che salgono in passerella: linee precise che incontrano volumi, balze che come foglie, piume e fiori rendono ampi e leggeri i capi. Una leggerezza che si rivede anche nella palette cromatica, fatta di grigi e verdi delicati, tocchi di bianco, avorio e cipra che si abbinano a un classico e mai noioso nero.

    Max Mara Primavera-Estate 2026.
    Credits: Getty Images

    Genny e le curve imprevedibili

    Genny Primavera-Estate 2026.
    Credits: Courtesy Press Office

    Un’estetica sensuale e naturale è alla base della collezione Primavera-Estate 2026 di Genny. Sarah Cavazza Facchini, anima creativa del brand, guarda alle forme dell’orchidea Phalaenopsis e all’opera Light Into Life di Marc Quinn che fa da sfondo alla passerella sulla quale attraverso capi morbidi e linee sinuose si instaura un dialogo sulla bellezza delle forme femminili. Curve imprevedibili è il titolo di questa sfilata, che include tessuti leggeri come organza e pizzo Chantilly, dettagli asimmetrici, plissé e colori delicati ma fermi: bianco, verde, rosa cipria, azzurro e salmone, con i quali si fonde una stampa floreale all-over intrecciata al motivo Block chain simbolo del marchio.

    Genny Primavera-Estate 2026.
    Credits: Courtesy Press Office

    Boss, l’incontro tra ordine e disordine

    Boss Primavera-Estate 2026.
    Credits: Getty Images

    Funzionalità, semplicità e precisione sono i concetti che vengono reinterpretati nella collezione Primavera-Estate 2026 di Boss, intitolata The BOSS Paradox. In che cosa consiste il paradosso? Nel creare contrasti che danno vita a un equilibrio tra ordine e disordine. L’ispirazione per Marco Falcioni, direttore creativo di Boss, arriva dal design industriale tedesco degli anni Sessanta, dal minimalismo che si riflette nelle linee geometriche e nelle silhouette sartoriali liberate però da un richiamo all’arte contemporanea e al mondo della danza. Ambiti in apparenza distanti che, mischiandosi, danno vita a una perfetta armonia.

    Boss Primavera-Estate 2026.
    Credits: Getty Images

    Anteprima e l’arte di costruire

    Anteprima Primavera-Estate 2026.
    Credits: Courtesy Press Office

    Per la collezione Primavera-Estate 2026 Izumi Ogino, direttrice creativa di Anteprima, fa coppia con lo scultore miniaturista giapponese Takahiro Iwasaki. Incentrata sul tema della fragilità e dell’atto di costruire, la sfilata indaga la capacità di trasformare le debolezze in forza, di riconoscere la bellezza nel disordine: le modelle sfilano su una passerella fatta di sassi, in un percorso accidentato, non privo di buche e abbracciato da transenne, tutti elementi che evocano appieno l’idea del work in progress. Ma non è un cantiere tradizionale, piuttosto una rivisitazione resa poetica dai colori, dalle stampe (che riproducono le opere zen di Iwasaki) e dalle texture, sulle quali c’è ampia sperimentazione con l’utilizzo di fili riciclati, filati metallici e tessuti traslucidi.

    Anteprima Primavera-Estate 2026.
    Credits: Courtesy Press Office

    Prada, dove utility wear e femminilità si incontrano

    Prada Primavera-Estate 2026.
    Credits: Getty Images

    Il guardaroba della Primavera-Estate 2026 secondo Miuccia Prada e Raf Simons è fatto di contrasti e di contaminazioni. Guardando al mondo dell’utility wear, l’ambito più giusto per trovare un vestire moderno che ben si coniughi ai tempi che stiamo vivendo, la coppia creativa più attesa di questa terza giornata di sfilate (o forse dell’intera Milano Fashion Week) punta su capi che si trasformano, che si modellano attorno al corpo svelandolo in un modo nuovo.

    Prada Primavera-Estate 2026.
    Credits: Getty Images

    Il concetto di uniforme quotidiana tanto caro a Prada si veste di citazioni molto femminili, come le ruches o i toni cromatici che ci portano in una dimensione romantica, dove l’atto di volersi vestire – divertendosi nel farlo – continua ad avere un valore.

    Prada Primavera-Estate 2026.
    Credits: Getty Images

    Emporio Armani: un applauso per Re Giorgio

    Emporio Armani Primavera-Estate 2026.
    Credits: Getty Images

    Il tema del viaggio tanto caro a Giorgio Armani torna nella prima collezione firmata Emporio che sale in passerella dalla scomparsa del proprio fondatore. Non si tratta però dell’atto di partire ma di quello di tornare: quel momento preciso in cui si rientra da una vacanza e si assaporano ancora vividi i ricordi dei momenti trascorsi. Precisa e perfettamente in stile Armani, anche nella scelta della palette cromatica neutra ma luminosa, la collezione Primavera-Estate 2026 si chiude con un finale emozionante, un lungo applauso di saluto.

    Emporio Armani Primavera-Estate 2026.
    Credits: Getty Images

    Emporio Armani Primavera-Estate 2026.
    Credits: Getty Images

    Moschino: il nuovo lusso? Riciclare

    Moschino Primavera-Estate 2026.
    Credits: Courtesy Press Office

    Adrian Appiolaza, direttore creativo di Moschino, guarda ai concetti di riutilizzo e di riciclo, perfettamente in linea con la tradizione ironica e anticonformista che ha da sempre contraddistinto il marchio e il suo fondatore, Franco Moschino. Materiali umili e quotidiani, come legno, corda, plastica riciclata, diventano abiti e accessori che sorprendono come autentiche creazioni artigianali. L’ordinario diventa straordinario: un sacco di patate si trasforma in un abito elegante, pile di quotidiani in borse.

    Moschino Primavera-Estate 2026.
    Credits: Courtesy Press Office

    Sulla passerella Primavera-Estate 2026 c’è la voglia di trasformare ma non solo: c’è anche la volontà di omaggiare un pezzo di storia, attraverso la t-shirt con la scritta Niente ideata da Moschino nel 1992 che torna oggi in collezione (in collaborazione con il progetto eBay Endless Runway, i cui proventi andranno al Camera Moda Fashion Trust) come simbolo di una moda circolare.

    Moschino Primavera-Estate 2026.
    Credits: Courtesy Press Office

    cose Giorno nel PrimaveraEstate sfilate Successo Terzo
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