Quella di Hind Rajab è la storia di una bambina palestinese di cinque anni. Ma è anche la storia di una ferita aperta, quella del massacro in corso a Gaza. La storia di Hind Rajab, raccontata nel film The Voice of Hind Rajab che ha commosso il Festival del Cinema di Venezia ha vinto il Leone d’Argento e dal 25 settembre è nelle sale cinematografiche, è quella di una bambina che ha chiesto disperatamente di essere salvata ma non è stato permesso che accadesse. Ecco perché è una ferita aperta. Per vederla basta chiudere gli occhi e immaginarsi chiusi in macchina con lei.
Il vetro è incrinato, l’odore di polvere da sparo e sangue impregna l’aria. Dentro un’auto crivellata di colpi Hind Rajab tiene stretto il telefono tra le mani come ci si aggrappa a un’ancora di salvezza. È viva, ma non sa per quanto ancora. Prima di lei aveva già chiamato i soccorsi sua cugina, unica sopravvissuta insieme a lei, nei primi istanti. Attorno a Hind Rajab adesso ci sono i corpi senza vita dei suoi familiari: gli zii e i quattro cuginetti. Non c’è luce, non c’è via d’uscita, solo un filo sottile che la lega al mondo esterno: una voce dall’altro capo della linea telefonica, quella della Mezzaluna Rossa Palestinese. «Per favore, venite a prendermi». La supplica di Hind è semplice. Ripete che ha paura, che non vuole morire. Gli operatori la rassicurano, promettono che un’ambulanza è in arrivo. Ma a Gaza, anche salvare una bambina è una corsa a ostacoli. Servono permessi, corridoi di sicurezza, garanzie che non arriveranno in tempo per strapparla alla morte. Basterebbero otto minuti. Un’ambulanza parte lo stesso. Non arriverà. Anche i due paramedici vengono uccisi. La linea con Hind si spegne dopo alcune ore. Era il 29 gennaio 2024. Il suo corpo verrà recuperato solo dodici giorni dopo, quando l’ordine di evacuazione da parte dell’esercito israeliano è stato revocato. I corpi dei soccorritori, dispersi dalla sera del 29 gennaio, sono stati ritrovati invece nell’ambulanza carbonizzata a 50 metri di distanza dall’auto di Hind.
La storia di Hind Rajab è diventata un simbolo perché racconta in un unico fotogramma ciò che migliaia di dati e foto non riescono a dire: la guerra contro i bambini. In base ai dati diffusi dalle Nazioni Unite, dal 7 ottobre 2023, i bambini uccisi a Gaza dall’esercito israeliano sono oltre ventimila. Un cifra che sfugge all’immaginazione: ventimila Hind, ventimila vite strappate, ventimila voci che nessuno potrà mai aspettare. Ogni volto, ogni nome, rischia di scomparire dietro i numeri. La voce di Hind invece rimane, resiste al silenzio e proprio per questo ci colpisce: perché rende impossibile dimenticare che dietro ogni cifra c’è il volto di un bambino, con la sua storia, e un unico desiderio: vivere. Storie che non possiamo ignorare.

