Su salari e stipendi “l’invito che mi sento di fare è che le parti datoriali private facciano anch’esse la loro parte e riconoscano anche loro ai lavoratori aumenti stipendiali”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti intervenendo in replica in aula al Senato sulla risoluzione sul Dpfp. “Solo per quanto riguarda il pubblico impiego abbiamo recuperato dei contratti che erano in arretrato pazzesco e in questo momento stiamo rinegoziando i contratti per stare al passo”, ha detto Giorgetti, ricordando che la legge di bilancio dello scorso anno ha stanziato le risorse per i contratti del Pubblico impiego, “una cosa mai fatta in precedenza, in una logica pluriennale”.
“Il Fmi vive in una situazione di comfort, non si misura col popolo e si può permettere di impartire ricette che storicamente non sempre hanno funzionato. E’ comunque un utile stimolo, anche perché è bello nella realtà superare in termini di crescita le previsioni sempre ultraprudenti previsioni del Fmi”, ha aggiunto Giorgetti.
“Io non è che vado in giro con il trofeo dello spread a 80 punti. Invito tutti a ragionare sul fatto che se fosse rimasto a quota 250 come ad inizio legislatura, quanto avremmo speso di interessi in più sul bilancio e minore spazio per famiglie e imprese? E’ questo il risultato, che va non a beneficio del governo ma di tutti gli italiani”, ha detto il ministro.
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