Insieme, i due, avevano girato cinque film: «Quando finivamo c’era la coda di uomini e donne per andare a letto con lui», aveva detto lei festeggiando i suoi 80 anni a Napoli: «Potevamo avere una storia d’amore, invece siamo diventati una coppia mitica che non si è mai persa di vista».
Marcello Mastroianni fu un altro compagno di scena e di vita: i due girarono insieme film che hanno fatto la storia, e vissero anche un rapporto privato, mai del tutto ufficiale. Claudia parlava di lui come di un uomo ironico, libero: «Dicono che abbiamo avuto un flirt, che ci siamo innamorati. Ma quale amore! Lui, però, avrebbe voluto: era innamorato pazzo di me».
Poi arrivò Pasquale Squitieri. L’incontro con il regista napoletano fu una svolta radicale. Con lui Cardinale visse dal 1971 fino alla morte di lui, nel 2017. «Con Pasquale ero me stessa. Non più una figura da proteggere o controllare, ma una donna», disse. Dal loro legame nacque la seconda figlia, Claudia. E con lui, finalmente, un amore non nascosto, non in gabbia: «Pasquale è la persona con cui ho condiviso tutto: sono stata io a sceglierlo».
Alain Delon e Claudia Cardinale
Keystone/Getty Images
La libertà
Se c’è un filo, infatti, che attraversa tutta la sua vita privata, è la lotta per la libertà. Libertà dagli uomini che la volevano possedere, dalle case di produzione che cercavano di costruire un’immagine più grande di lei, dai cliché che la volevano solo come “la bella italiana”. Non amava le interviste lunghe né le confessioni televisive: «Scelgo il silenzio anche a costo di passare per stupida», diceva, «perché non amo le parole e le discussioni: trovo noiosissima, e persino pericolosa, la chiacchiera», disse una volta. Per lei, raccontarsi significava proteggere più che rivelare. Non amava esibire il dolore, ma non rinnegava nulla: «Il tempo non mi ha cambiata. Ero e resto sempre indomabile».
L’impegno
Negli anni, Cardinale si è trasferita più volte: Roma, Parigi, infine la campagna francese vicino a Fontainebleau, dove si rifugiò anche durante la pandemia. Non smise mai di sostenere cause legate ai diritti delle donne, ai diritti umani, alla libertà individuale. «Che Dio conservi gli ironici, quelli che amano la vita più del loro lavoro. E i pazzi», diceva, come a marcare una distanza da un mondo del cinema che spesso aveva preteso troppo da lei. Con gli anni non si è mai concessa di essere nostalgica. Continuava a presentarsi ai festival, a ricevere omaggi e premi, sempre con il sorriso di chi non aveva bisogno di ritocchi. Sua figlia, Claudia, un paio di anni fa ha pubblicato un libro su di lei. Titolo? Claudia Cardinale l’indomabile.

