Il suo amico e spacciatore di fiducia, Marco, che è stato anche capace di aiutarlo a uscire dalla dipendenza da crack (fra le altre), diminuendo le dosi senza dirglielo, e Donald Trump che in un’intervista televisiva lo definiva “meraviglioso ma un disastro”. Sono due delle presenze più sorprendenti di Aka Charlie Sheen, il documentario/confessione in due parti su Netflix, firmato da Andrew Renzi, sull’attore candidato a quattro Emmy e vincitore di un Golden Globe, che ha riempito per decenni tabloid e siti di gossip.
Diventato da fine anni ’80 un divo prima al cinema e poi in tv, è figlio e fratello d’arte: il padre Martin Sheen e il fratello Emilio Estevez hanno scelto però di non partecipare al film, “ma siamo molto uniti, loro mi supportano in tutto” precisa lui. Carlos Estevez (vero nome di Sheen), classe 1965, ripercorre senza filtri, dal sedile di un diner, il rapido approdo al successo e il susseguirsi di cadute nel baratro e rinascite. Un percorso definito nel film non fiction in tre capitoli: 1) fare festa; 2) fare festa e avere problemi; 3) problemi. “Quando ho bruciato il fusibile, la mia vita è diventata tutto quello che nessuno immaginava diventasse” spiega l’attore, che sottolinea di essere sobrio da sette anni. Tante le rivelazioni, come l’aver iniziato ad avere, durante l’ultima ricaduta nella dipendenza, anche rapporti sessuali con uomini, qualcosa che lui definisce ‘la sorpresa dello chef”. Fra le voci che commentano il suo percorso, c’è l’amico d’infanzia Sean Penn: “Quando parliamo di verità quella oggettiva e quella della droga e sono due cose molto diverse. Ma avere una persona sobria a parlare di quello che è successo è prezioso. e se lo chiedi a Charlie penso dirà la verità”.
Così ci immergiamo, grazie anche a straordinarie foto, filmati, dietro le quinte e filmini di famiglia, nella vita di un bambino privilegiato, felice e creativo (come il fratello Emilio) ma che già a 11 anni si è trovato ad aiutare il padre Martin (anche lui allora vittima di dipendenze) dopo l’infarto sul set di Apocalypse Now, a superare un periodo molto buio. I primi filmini in super 8 realizzati con Emilio e gli amici lo portano anche molto presto all’erba e all’alcol. Il primo vero ruolo al cinema è in Grizzly II: Revenge (1983), insieme agli amici George Clooney e Laura Dern, ma a metterlo in luce è il cameo in Una pazza giornata di vacanza di John Hughes (1986). Lo nota Oliver Stone che lo vuole prima per Platoon e poi per Wall Street. Diventa un divo richiestissimo, status che lo fa sentire “in modo inconscio intoccabile” spiega Sheen. Inizia così una vita ‘al massimo’ nella quale si succedono ondate di eccessi (tra i compagni iniziali di bisboccia Nicolas Cage); periodi in centri di riabilitazione; il finire in tribunale come cliente fisso delle escort di Heidi Fleiss, che nel film lo definisce “debole piagnone e infame” per aver poi testimoniato contro di lei; incidenti con le armi, accuse di violenza domestica; scandali, depressione, nuove oasi di sobrietà. Senza dimenticare le sue tre ex mogli: la modella Donna Peele; Denise Richards, con cui ha due figlie e che nonostante la fine del loro matrimonio ha continuato ad aiutarlo, e Brooke Mueller, anche lei preda di dipendenze, con cui ha avuto altri due bambini. Tra i capitoli più controversi, quello legato al successo globale di Sheen con la sitcom Due uomini e mezzo, che lo porta ad essere, nonostante l’evidente abuso di alcol e droghe uno degli attori più pagati di Hollywood. “Charlie tocca il fondo poi risale e di nuovo dà fuoco a tutto” spiega il compagno di set nella sitcom Jon Cryer.
Quando gli eccessi portano al suo licenziamento, nel 2011 Sheen reagisce con deliri sempre più maniacali via podcast e web. Un crollo pubblico e privato che, tuttavia, lo rende ancora più popolare sui social. “Quando ripenso a me allora provo brividi di vergogna” racconta l’attore che in quei mesi scopre anche di essere sieropositivo. L’epifania per un vero cambiamento arriva sette anni fa durante un viaggio in macchina con la figlia, nel quale si rende conto di non essere un padre affidabile e di volerlo diventare. Una svolta confermata dalle ex mogli e dagli amici. “Ora provo un senso di gratitudine – chiosa Sheen – per essere arrivato fino a qui”.
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