Daniel O’Brien, senior writer di Last Week Tonight, ha fatto ridere la platea dal palco degli Emmy domenica sera quando, ritirando un premio, ha detto di essere grato di poter scrivere satira politica in seconda serata «finché questo genere di programmi è ancora autorizzato a esistere». Pochi giorni dopo, la ABC ha annunciato la sospensione «a tempo indeterminato» del Jimmy Kimmel Live!. Nessuna motivazione ufficiale, ma la decisione è arrivata a poche ore dalle parole del presidente della FCC, Brendan Carr. L’esponente, nominato da Trump, aveva minacciato provvedimenti contro le emittenti che non avessero «preso provvedimenti» nei confronti di Kimmel, reo di aver commentato la reazione dei sostenitori MAGA all’omicidio dell’attivista conservatore Charlie Kirk. «Questa è una questione molto, molto seria per Disney. Possiamo farla facile oppure difficile», ha dichiarato Carr al giornalista di destra Benny Johnson. «Le reti televisive possono intervenire contro Kimmel, diversamente ci sarà altro lavoro per la FCC».
Col senno di poi, la battuta di O’Brien suona cupamente profetica.
«Dubito della lucidità di chiunque non consideri questa una situazione da massima allerta», ha dichiarato mercoledì sera a Vanity Fair Greg Iwinski, ex autore di The Late Show e Last Week Tonight. La decisione della ABC è arrivata esattamente due mesi dopo che la CBS aveva cancellato senza tanti complimenti The Late Show with Stephen Colbert, con l’annuncio diffuso mentre la società madre, Paramount, era in attesa che la FCC, guidata da Carr, approvasse la fusione con Skydance Media. Ma secondo Iwinski c’è una differenza sostanziale tra i due casi: «Con Stephen hanno creato una serie di false giustificazioni economiche», osserva. «Questa volta non si sono nemmeno presi la briga di inventarle».
«È un momento davvero difficile per dire la verità al potere».
Il Late Show chiuderà i battenti in primavera, lasciando la CBS priva di programmi di seconda serata per la prima volta in oltre trent’anni. Kimmel non è ancora stato ufficialmente licenziato, ma se il suo show non dovesse tornare, la ABC perderebbe sia la sua presenza in seconda serata, sia, con ogni probabilità, la sua star di punta. Un epilogo che solo dieci anni fa sarebbe sembrato impensabile, nel pieno dell’era della cosiddetta peak TV, quando reti e piattaforme streaming lanciavano nuovi concorrenti di Colbert e Kimmel a ritmo serrato.
All’epoca, veterani come Jay Leno, Jon Stewart, David Letterman e Craig Ferguson si erano ritirati dalla conduzione, lasciando spazio a Jimmy Fallon, Seth Meyers, Trevor Noah, James Corden e Colbert, che hanno preso in mano i programmi già esistenti. Negli anni successivi sono arrivati volti nuovi come John Oliver, Larry Wilmore, Samantha Bee, Jordan Klepper, Hasan Minhaj, Busy Philipps, Lilly Singh e il duo Desus Nice & The Kid Mero, lanciando format che cercavano di ridefinire l’aspetto della seconda serata televisiva.

