E’ fallito anche l’ultimo tentativo di mediazione avviato questa mattina dai sindacati: lo sciopero per domani dei dipendenti dell’Autorità di sistema portuale di Genova e Savona-Vado è confermato.
La linea del presidente Matteo Paroli era apparsa fin dall’inizio della vertenza particolarmente rigida e così si è confermata anche stamane. I sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato in quella che viene tecnicamente definita “fase di raffreddamento” il segretario generale Paolo Piacenza ma l’ente si è dimostrato inamovibile sia per chi chiedeva una revoca del provvedimento al centro del caso sia per chi proponeva una sospensione.
Alle 9 si terrà un presidio davanti a Palazzo San Giorgio e alle 11 collegamento con tutte le Autorità portuali italiane i cui lavoratori si riuniranno in assemblea per solidarietà (e preoccupazione).
Tutto ruota attorno al trasferimento da Genova a Savona di un funzionario. Palazzo San Giorgio sostiene si tratti di uno spostamento dettato da necessità interne e reso possibile senza consenso con il lavoratore poiché il funzionario in questione è stato assunto dopo il 2018 ovvero quando c’è stata la fusione tra i porti di Genova e Savona. Il lavoratore si è opposto a quella che viene ritenuta in realtà una punizione in base ad un sospetto- mai messo nero su bianco e comunque respinto -ossia che avrebbe rivelato all’esterno, e a dei giornalisti in particolare, situazioni interne all’ente.
I sindacati hanno fatto presente che a convalidare questa spiegazione era stato il viceministro Edoardo Rixi che, a fine agosto, dal palco nazionale del meeting di Comunione e liberazione a Rimini, dove aveva incontrato tutti i vertici dei porti italiani, aveva manifestato apprezzamento per la linea dura contro i «dipendenti poco trasparenti» lodando «la strizzata ai bulloni» necessaria contro quei dipendenti che non rispettano le regole interne.
Sciopero dei dipendenti di Autorità portuale: adesioni dai terminal e dalla Culmv e caso nazionale
12 Settembre 2025
Paroli e Piacenza hanno sostenuto che Rixi si riferisse ad altri ma è una tesi poco credibile secondo sindacati e lavoratori e soprattutto, secondo Cgil, Cisl e Uil a fronte di un’accusa pesante nei confronti di un dipendente il presidente Paroli, presente all’evento, avrebbe dovuto difendere il lavoratore non applaudire.
In somma, un clima teso, anche pe ri malumori sempre più insistenti all’interno dell’Autorità e del mondo portuale per un altro caso complicato riguardante le nomine in Ente Bacini.
Uno dei consiglieri indicati dall’Autorità è, infatti, il compagno di una dirigente dello stesso ente e per qualcuno, sia a livello imprenditoriale che sindacale, esisterebbe un problema di opportunità, se non di conflitto di interesse. Repubblica ha chiesto all’ufficio stampa dell’Autorità un commento ma, al momento, non è arrivata nessuna risposta.Tutto questo accade mentre si attende la nomina del nuovo segretario generale (Piacenza attende la nomina a presidente a Gioia Tauro) e il nome più accreditato è quello dell’avvocato Danilo Guida, sostenuto da Fratelli d’Italia e una fama da duro che, a livello sindacale, sta già generando preoccupazioni.

