Sono un medico di medicina generale convenzionato con il sistema sanitario nazionale. Da 5 anni ho assunto mia moglie come segretaria. Il mio commercialista per cinque anni non ha portato in detrazione né lo stipendio né i contributi previdenziali. Ora facendo una consulenza con un altro commercialista e citando la sentenza 166/CGT2 di Potenza mi viene indicata la possibilità di provare in giudizio l’effettività del rapporto di lavoro e la conseguente deducibilità. Mia moglie ha un orario di lavoro definito, una postazione di lavoro dedicata, io verso lo stipendio in un conto personale, pago i contributi regolarmente pago il consulente del lavoro che redige le buste paga. Anche l’azienda (Asl) riconosce il servizio aggiuntivo offerto e mi finanzia nella busta paga con un indennità denominata personale di studio. Cosa rischio se cambiando commercialista riporta le spese e i contributi previdenziali?

