Dozza vive una nuova stagione di
arte pubblica: da oggi al 21 settembre il borgo medievale
dell’Imolese accoglie la trentesima Biennale del Muro Dipinto,
un’edizione dal valore simbolico che celebra sessant’anni di
storia della manifestazione e rilancia la sfida della
contemporaneità con il tema ‘Save the Wall’, dedicato alla
conservazione e alla valorizzazione della memoria.
Il tema della preservazione delle opere è una delle colonne
portanti dell’edizione 2025: oltre alla nuova arte, protagonista
con quattro nuove installazioni (di Augusto Giuffredi, Lara
Ilaria Braconi, Marco Lazzaro e Andrea Gualandri), la Biennale
conferma il proprio impegno nella conservazione di quelle
esistenti, con un programma di restauri che interessa alcuni dei
lavori più rappresentativi della storia del Muro Dipinto. Venti
gli interventi in programma durante la manifestazione: verranno
riportate all’antico splendore, tra le altre, opere che
rimandano alle prime edizioni della Biennale, come ‘L’uomo e la
macchina’ di Nevio Bedeschi (1963) o ‘La scalata’ di Concetto
Pozzati (1971), ma anche realizzazioni degli anni ’80, tra cui
‘Calanchi della Valsellustra’ di Francesco Tabusso (1983) o le
‘Figure al balcone’ di Giuseppe Gagliardi (1987), fino ad opere
del nuovo millennio, come il murale senza titolo di Eron (2007),
‘Muro 150’ di Gino Pellegrini (2005) o ‘Figura’ di Tano Pisano
(2003). Tante realizzazioni iconiche che hanno contribuito, anno
dopo anno, a rendere Dozza il borgo dipinto più famoso in
Italia.
Il panel di opere e restauri è stato selezionato dalla
rinnovata Commissione Inviti, cuore artistico della
manifestazione che riunisce competenze ed esperienze diverse.
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