BOLZANO. Una giovane vita, piena di talenti e sogni ancora da realizzare, spezzata in un attimo in un tragico incidente stradale. A Salisburgo è morta, mentre era era sulla sua bicicletta, Julia Marie Gaiser, 23enne di Bressanone, stella del pattinaggio artistico azzurro.
Julia Marie da tempo si trovava nella città austriaca per gli studi universitari. La giovane brissinese stava pedalando sulla ciclabile lungo una strada molto trafficata, quando nei pressi di un incrocio è stata travolta da un camion che stava svoltando a destra. Nonostante gli immediati tentativi di rianimazione la ragazza è deceduta sul posto. Il camionista è stato sottoposto all’alcoltest che è però risultato negativo.
Ma immediate sono scattate e sono ancora in corso le indagini delle autorità austriache per stabilire la dinamica dell’incidente che si aggiunge alla lunga lista di tragedie della strada causate dal angolo morto dei camion. Lo specchio retrovisore laterale, infatti, non copre completamente la zona di manovra del mezzo pesante.
La notizia della morte di Julia Marie è giunta improvvisa e ha lasciato senza parole non solo la sua famiglia, ma anche i compagni di squadra, allenatori e amici che l’avevano vista crescere dentro e fuori dalla pista ghiacciata. Bionda, grandi occhi azzurri e con un fisico atletico, Julia aveva scoperto il pattinaggio nel 2012, quando aveva 10 anni. In poche stagioni è riuscita a diventare una delle agoniste più promettenti. «Quello che colpiva di Julia era la sua determinazione – ricordano le amiche più strette – Ripeteva gli esercizi da sola, si allenava anche oltre l’orario previsto, cercava sempre di perfezionarsi. Era un’atleta speciale, una ragazza capace di spronare se stessa e gli altri rimanendo sempre con i piedi per terra. Non si tirava mai indietro davanti alla fatica». Il percorso sportivo l’aveva portata a entrare nella Young Goose Academy di Egna, dove ha trascorso gli anni delle scuole superiori, perfezionando la sua tecnica e partecipando a numerose gare.
Poi la scelta di trasferirsi a Salisburgo, dove ha iniziato l’università. Nonostante gli studi e qualche problema fisico che l’aveva rallentata però, non ha mai smesso di pattinare. Tornava a Bressanone durante le vacanze e chiedeva di allenarsi con le proprie amiche e compagne. Non solo, Julia dava una mano alla società locale con i bambini nei corsi, sempre con gentilezza e disponibilità. Oltre alle competizioni, il suo obiettivo era diventare allenatrice, per trasmettere ad altri quella passione che lei stessa aveva ricevuto. Per lei il pattinaggio era amore puro, non solo risultato. Il talento e l’impegno l’avevano portata a gareggiare anche a livello internazionale. Negli ultimi anni, infatti, aveva deciso di rappresentare l’Austria, approfittando della possibilità offerta ad atleti di nazionalità diverse. Con il club di Salisburgo aveva partecipato a eventi regionali e internazionali, distinguendosi per eleganza e serietà. Amava la cucina e aveva un blog e tanta voglia di vivere. A scoprire la tragedia è stato il fidanzato.

