BOLZANO. «L’idea che mi sono fatto su questa vicenda è che non c’è stata alcuna sottrazione di denaro. Al massimo si può parlare di falsa rappresentazione della realtà». Chi parla è l’avvocato Alberto Berardi – nominato da Moreno Riello, 64 anni bolzanino, fino a fine dicembre 2024, consulente finanziario presso Intesa Sanpaolo Private Banking (la banca si dichiara parte lesa) – indagato nell’ambito della maxi-truffa che sarebbe stata commessa ai danni di una decina di clienti, facoltosi imprenditori e professionisti bolzanini. Tutte persone con cui aveva rapporti ultradecennali che – documenti alla mano – erano convinti di avere un patrimonio di svariati milioni di euro e hanno scoperto – quando il consulente a fine 2024 è andato in pensione – che la realtà era ben diversa. In banca erano rimaste solo alcune centinaia di migliaia di euro ciascuno; di milioni nessuna traccia.
Ma adesso dove si trova Riello, che dall’inizio di dicembre ha lasciato Bolzano per trasferirsi a Vittorio Veneto? «Lo incontro domani (oggi,ndr) – spiega ancora il legale – ma in questi mesi è sempre stato in Italia, presumo in Veneto. Tanto che gli sono stati notificati gli atti e mi ha nominato suo difensore. Insomma, non è mai scappato da nessuna parte. Ci vediamo proprio per cominciare ed esaminare le carte. Ma – ripeto – dall’idea che mi sono fatto, non ha sottratto soldi a nessuno». E allora come si spiega la discrepanza tra la consistenza gonfiata e quella reale dei patrimoni? L’Albo dei consulenti finanziari avrebbe «rilevato un divario tra quanto rappresentato ai clienti dal consulente e quanto effettivamente detenuto dai medesimi presso la banca». La differenza ammonterebbe a 131 milioni di euro.
Nel corso dei mesi la banca da parte sua “ha rappresentato all’organismo di vigilanza dell’Albo dei consulenti finanziari di aver ricevuto – nelle date del 25 febbraio e del 2 aprile – due ulteriori reclami” da parte di un cliente e un altro da parte di un imprenditore bolzanino in data 19 maggio, entrambi assistiti da Riello. «I menzionati clienti – prosegue l’organismo di vigilanza – con riferimento alle rispettive posizioni hanno disconosciuto, tra le altre cose, numerose operazioni di trasferimento di denaro, sostanziatesi in bonifici bancari, emissione di titoli di credito e prelievi di denaro contante».
Si tratta di operazioni disposte «nel periodo intercorrente tra il 2014 ed il 2024 per un importo complessivo pari a 1.833.211,79 euro».
L’indagine della Procura
Ricordiamo che il consulente, che nel frattempo è stato sospeso dall’Albo professionale, è indagato dalla Procura per truffa continuata aggravata, furto ai danni dell’Istituto di credito pluriaggravato dal mezzo fraudolento per aver operato mediante l’utilizzo di moduli firmati in bianco e firme apocrife e aggravato dall’abuso di prestazione d’opera; nonché per attività di intermediazione finanziaria abusiva. Nei suoi confronti le querele dei clienti che sostengono di aver perso milioni di euro e la querela della stessa banca che si ritiene parte lesa.
La vendita della casa
Saranno le indagini, disposte dal sostituto procuratore Igor Secco e condotte dalla Guardia di finanza, oltre all’esame di cellulari e computer sequestrati al consulente, a spiegare cos’è successo realmente nell’arco di almeno 10 anni. Intanto i clienti truffati stanno vivendo un incubo: la speranza è di riuscire a recuperare i soldi persi, ma non sarà facile e soprattutto i tempi si annunciano lunghi dopo che, a quanto pare, i tentativi di trovare un accordo con la banca sono naufragati.Intanto, una delle vittime si è vista addirittura costretta a vendere l’appartamento di lusso in centro storico. Altri non dormono più la notte: «Dopo quello che è successo, da mesi – spiega il familiare di un truffato – non riusciamo a chiudere occhio. I risparmi di una vita sono svaniti nel nulla. Non solo: ci sentiamo traditi da quel consulente che conoscevamo da anni e di cui ci fidavamo ciecamente».
Ispezione della Banca d’Italia
Oltre agli accertamenti interni disposti dall’Istituto di credito, è in arrivo anche un’ispezione della Banca d’Italia per capire come sia potuto succedere che nell’arco di almeno nove anni – dall’aprile 2015 al dicembre 2024 -i sistemi di controllo interni non abbiano rilevato alcuna anomalia nell’attività del consulente. Su questo tema interviene con una dura nota nei confronti dell’istituto di credito anche l’avvocato Domenico Aiello, che tutela alcune vittime.

