A San Casciano, in Val di Pesa, neanche 20 km a sud di Firenze, da sette secoli se ne sta, maestosa e fiera, ben nascosta da un muro di cinta e da un viale di cipressi che parte dal centro del borgo, Villa Le Corti.
Qui, dalla seconda metà del Trecento, i Corsini hanno preso dimora, in queste terre del Chianti classico ben battute dai turisti, eppure ancora capaci di mantenere le loro tradizioni. Il cognome Corsini vi dice qualcosa? Nel il complesso albero genealogico della famiglia troviamo un santo (Sant’Andrea Corsini nel Trecento), un papa (papa Clemente XII, il mecenate che tra le altre cose volle Fontana di Trevi) e poi, in tempi più recenti, don Tommaso, tra i fondatori della Cassa di Risparmio di Firenze, deputato del Regno di Italia, e un altro Tommaso che fu addirittura deputato della Costituente della neonata Repubblica Italiana, uno di quelli che contribuì allo sviluppo dell’agricoltura e dell’allevamento in Toscana. Questo per dare il contesto. Dagli anni Novanta, dal ’92 nello specifico, Villa Le Corti è abitata da don Duccio Corsini, principe di Sismano, e dalla moglie Clotilde Trentinaglia de Daverio: siamo stati ospiti a casa loro, a casa di questi principi contemporanei, e la bella notizia è che le porte della loro tenuta sono aperte a tutti.
il viale dei cipressi, all’ingresso di Villa Corti
Una vera villa-fattoria
Parliamo di una villa-fattoria, un complesso particolare che è tipico di questa zona e che Duccio Corsini sta presentando alla Commissione UNESCO – ma siamo ancora in una fase preliminare – quale bene immateriale da tutelare: la villa-fattoria del Chianti classico è infatti un modello organizzativo agricolo, culturale e paesaggistico che nasce da una relazione speciale tra l’uomo e l’ambiente. Questo genere di ville sono sì residenze signorili, ma anche vere e proprie aziende agricole fornite dei locali necessari per la conservazione dei prodotti.
Niente resort di lusso, niente «aggiustamenti»: qui ’ospitalità è quella antica e si ritaglia uno spazio secondario rispetto alla cura del paesaggio circostante, un’infilata di poderi per la produzione di vino e di olio. Dopo quasi 7 secoli, Le Corti sono ancora una villa-fattoria che produce con 50 ettari di vigneto, 12mila ulivi su 63 ettari, circondati da altrettanti di bosco, per tutelare la biodiversità del territorio.

