BOLZANO. Ci risiamo. Verso metà ottobre scatta la campagna antinfluenzale dell’Asl e l’assessore alla Sanità, Hubert Messner, invita alla vaccinazione, visto che i dati pubblicati nel report del ministero della Salute, vedono l’Alto Adige un’altra volta in coda contro il virus di stagione. La storia negli ultimi anni si ripete: l’Azienda sanitaria acquista le dosi ma non tutte vengono utilizzate.
Ventimila dosi a perdere
L’anno scorso l’Azienda ne ha ordinate più di 80 mila (circa 50.000 per gli over 65, 2.000 per i bambini con lo spray nasale e 30.000 per gli under 65) ed utilizzato poco più di 60 mila, Ventimila dunque quelle rimaste nel frigorifero.
Bolzano: si vaccina 1 su 10
Le coperture totali contro l’influenza in Italia si attestano al 19,6% rispetto al 18,9% dell’anno precedente.
Bolzano bloccata all’11,1% e la Calabria al 13,7%, registrano le coperture più basse ogni cento abitanti. Toscana e Umbria le regioni dove ci si vaccina di più (22,6%).
Over 65, Alto Adige un coda
Nella stagione dello scorso anno quasi la metà degli over 65 (il 47,5%) a livello nazionale non si è sottoposto alla vaccinazione.
Siamo lontani dall’obiettivo minimo del 75% fissato dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale. Ancora una volta importante la differenza nelle coperture tra gli over 65 che vede purtroppo l’Alto Adige fare peggio di tutti con una percentuale del 33,4% mentre l’Umbria vola al 64,1%.
L’appello di Messner
L’assessore alla Sanità Hubert Messner dice che dobbiamo fare meglio: «Anche quest’anno, come del resto era già successo nel 2024, l’influenza si annuncia pesante perché così è accaduto in Australia e Nuova Zelanda. E la sua virulenza resta un grande problema per la sanità pubblica. È una malattia importante, che può avere gravi complicazioni negli anziani e nelle persone fragili e di cui si può anche morire. Ricordo che ogni anno si registrano il 13,8% di decessi ogni centomila abitanti. Da qui il nostro rinnovato appello alla vaccinazione anche per non intasare gli ospedali».
Pregliasco: «Attenti ai fragili»
In Italia si prevede – come l’anno scorso – una stagione influenzale molto intensa. Lo dice anche il professor Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano.
«Stanno circolando virus influenzali insieme al virus respiratorio sinciziale ed al virus SarsCoV2 del Covid. Sarà in circolazione, oltre al ceppo H3N2, anche la variante B e dal momento che quest’ultimo è poco circolato negli anni passati, molte persone potranno essere suscettibili all’infezione come accaduto nell’emisfero australe. Per questo, soprattutto per i soggetti fragili, e lo ripeto per l’ennesima volta, è importante l’immunizzazione. Ci aspettiamo i primi casi in ottobre e si stima verrà colpito dal 15 al 25% della popolazione». Il consiglio – chiude il virologo – è dunque sempre quello di vaccinarsi, «ricordando che il vaccino non ha tanto l’obiettivo di ridurre la diffusione del virus quanto gli effetti più pesanti dell’infezione e come dice anche l’assessore Messner di evitare i ricoveri in ospedale nella popolazione anziana ed in quella più fragile».
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