Troppo intelligente, per questo inquieto in classe, tanto da meritare un sei in condotta e finire fra i bocciati. Così aveva deciso una scuola di Altavilla Vicentina, che adesso però viene bocciata a sua volta. Su ricorso dei genitori, il Tar ha annullato il provvedimento e consentito al ragazzino di passare in terza media.
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I suoi voti lo avrebbero consentito senza mettere i giudici di mezzo – in pagella aveva quattro sei, quattro sette e quattro otto – ma a condannarlo era stato il 6 in condotta rimediato a causa del comportamento indisciplinato in aula. Circostanza, hanno fatto presente i genitori nel ricorso, di cui non erano mai stati informati, al contrario avevano più volte sollecitato la scuola ad attivare il percorso personalizzato per ragazzi con bisogni speciali previsto dalla normativa.
Una condizione certificata da due diagnosi, ma che l’istituto avrebbe sostanzialmente ignorato. Anzi, ricostruiscono i genitori, lo avrebbe anche penalizzato vietandogli di partecipare alla corsa campestre ed alla prima uscita didattica.
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Tra scuola e famiglia è iniziata una battaglia in punta di perizie, consulenze e cavilli burocratici. Dopo la certificazione di “plusdotazione”, è iniziata una serie infinita di colloqui terminati però in un nulla di fatto. Ad aprile, quasi a fine anno scolastico, la preside aveva risposto alla famiglia che non poteva essere attivato il percorso speciale perché le relazioni non indicavano il quoziente di intelligenza dell’alunno. Adesso però il Tar le ha dato torto.
“Mancano riferimenti normativi che impongano, per il caso di soggetto plusdotato, l’indicazione, al fine della predisposizione del piano didattico personalizzato del Q.I; non risulta possibile negare tale supporto in presenza di comprovate necessità”, dicono i giudici, specificando che in seguito alla mancata attivazione del piano didattico personalizzato “è seguita una disparità di trattamento del minore rispetto agli altri studenti che non necessitavano di misure di supporto con conseguente illegittimità degli atti impugnati”.

