«Dedico questo premio alla Mezzaluna Rossa palestinese e a tutti coloro che stanno rischiando tutto per salvare vite a Gaza. Loro sono eroi, la voce di Gaza. Stanno cercando di dare ascolto alla voce a cui nessuno ha dato risposta, una voce che risuonerà fino a quando giustizia non sarà fatta». La voce rotta dall’emozione è quella della regista tunisina Kaouther Ben Hania, che con il suo importante e prezioso The voice of Hind Rajab ha vinto il Leone d’Argento al Festival del Cinema di Venezia 2025.
Il film porta sul grande schermo la storia della piccola Hind Rajab, uccisa a sei anni dall’esercito israeliano nel gennaio del 2024. Prima del 7 ottobre la bimba viveva con la sua famiglia nel nord della Striscia Gaza. «Crediamo tutti nel potere del cinema ed è quello che ci ha portato fino a qui questa sera. Il cinema non ce la ripoterà e non potrà oscurare le atrocità che sono state commesse, ma può conservare la sua voce, farla risuonare oltre i confini. Questa non è solo la sua storia ma quella di un intero popolo che sta subendo un genocidio da un governo che agisce con impunità».
Franco Origlia/Getty Images
La madre e il fratellino della piccola Hind oggi sono ancora a Gaza. «Le loro vite sono ancora in pericolo. I bambini sono i piccoli del mondo e hanno bisogno di essere salvati, la loro sopravvivenza non è carità, è giustizia, umanità, il mondo glielo deve». In chiusura, prima di salutare la platea del Festival del Cinema di Venezia 2025, Kaouther Ben Hania ha condiviso un messaggio ricevuto dalla mamma della piccola Hind. «Vorrei ringraziare voi, chi ha sostenuto il film, me e questa sotira, vorrei essere lì con voi. Spero che il mondo non si dimentichi del fatto che la storia di Hind è solo una delle storie. A Gaza ci sono ancora tantissimi bambini che devono essere salvati. Una volta degli uomini sostenevano che la nostra libertà non sarà completa senza la libertà dei palestinesi, queste parole oggi sono ancora più vere. Che la sua anima riposi in pace e che tutti quelli che l’hanno uccisa non possano riposare in pace. Liberiamo la Palestina».

