Dall’alto piazza San Pietro è un immenso tappeto colorato. Zainetto in spalla, ombrello per proteggersi dal sole e cappellino in testa: è la “divisa” del giovane fedele arrivato a Roma per assistere alla canonizzazione di Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati le cui immagini di eterni ragazzi guardano alla folla davanti alla basilica. Una platea che crede nella forza della preghiera, anche diffusa a mezzo social.
Non a caso Acutis, patrono di Internet, è chiamato “influencer di Dio” e a lui, come a Frassati, i fedeli sono già devoti. Il popolo – per la maggior parte under30 – dei santi proclamati oggi si è riversato a piazza San Pietro da ogni parte d’Italia e del mondo. Bandiere degli Stati Uniti, della Polonia, della Spagna, tra le tante, tele con il volto di Acutis e Frassati, immaginette e striscioni.
Una “festa bellissima per tutta l’Italia, per tutta la Chiesa e per tutto il mondo”, come l’ha descritta Papa Leone XIV prima della liturgia di canonizzazione. Come un nuovo giubileo dei giovani a cui hanno partecipato oltre 80mila fedeli in jeans e pantaloncini. Abbigliamento che non si discosta da quello di Acutis nella fotografia che è la sua immagine da santo.
Morto nel 2006 a 15 anni, nell’icona veste gli abiti dei ragazzi che anche nel corso della liturgia hanno continuato a raggiungere la piazza: lo zainetto sulle spalle e la polo rossa con il colletto alzato. In qualche statua viene anche raffigurato insieme al suo pc. E tanto basta a ricordare che si tratta del primo santo millennial amato anche dalla Gen Z, vicino per anno di nascita ai fedeli a San Pietro.
Davanti al sagrato anche le confraternite italiane di cui è invece patrono Frassati, con le loro uniformi e i fazzoletti al collo. Qualcuno ha una fotografia con la firma, quasi fosse un autografo, del santo morto nel 1925, a soli 24 anni, mentre una suora mostra alle telecamere le immagini dei due giovani canonizzati, una accanto all’altra, e sorride.
E anche in questa occasione, come già era accaduto al giubileo degli adolescenti e poi a quello dei giovani, tra le bandiere dei tanti Paesi, spiccano quelle con il volto dei santi che nessuno più fatica a riconoscere. Entrambi simboli laici di una generazione che prega ancora nelle piazze, canta nelle chiese e crede nei miracoli. “Sono ragazzi come noi”, il pensiero dei giovani fedeli che di Frassati e Acutis parlano al presente, ma sono già futuro.
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