C’è un’immagine che non può essere dimenticata del funerale della principessa Diana: i figli, l’allora principe Carlo, il duca di Edimburgo e suo fratello che camminano dietro il feretro. Era il 6 settembre del 1997, 28 anni fa a una settimana dall’incidente sotto il ponte dell’Alma a Parigi. Quella processione della bara per le strade di Londra è un momento discusso adesso come allora, soprattutto per la scelta di far camminare i figli di Lady Diana dietro la sua bara: il principe William, allora quindicenne, e il principe Harry, che aveva 12 anni.
Harry, nel suo libro del 2023, Spare, descrisse quel giorno, dallo stupore per lo stendardo reale sulla bara della madre alla discussione per il corteo a cui avrebbero dovuto prendere parte. «Secondo l’ultimo piano, la bara sarebbe stata trasportata per le strade su una carrozza trainata da cavalli dalla Compagnia del Re, mentre io e Willy l’avremmo seguita a piedi. Sembrava chiedere troppo a due ragazzini. Diversi adulti erano inorriditi. Il fratello della mamma, lo zio Charles, fece un putiferio. “Non potete far camminare questi ragazzi dietro la bara della madre! È una barbarie”».
Ci fu una proposta alternativa. Far camminare dietro la bara solo William che aveva 15 anni. «”Lasciate fuori il più giovane. Risparmiate il più piccolo”. Ma la risposta arrivò: “Devono essere entrambi i principi”. Per ottenere simpatia, presumibilmente”». Harry scrisse che lo zio era furioso. «Non volevo che Willy affrontasse un calvario del genere senza di me. Se i ruoli fossero stati invertiti, non avrebbe mai voluto che io – anzi, non avrebbe mai permesso – lo facessi da solo».
Harry ha scritto che il principe Filippo sembrava avere un’espressione serena come se si trattasse di un altro impegno reale. «Potevo vedere i suoi occhi, chiaramente, perché guardavano dritto davanti a sé. Lo facevano tutti. Ma tenevo la mente rivolta verso la strada. Lo stesso faceva Willy».
Il principe dice che ricordava solo il rumore del carro trainato da cavalli. «Non c’era una locomotiva, un camion, un uccello. Non c’era una voce umana, il che era impossibile, perché due milioni di persone si accalcavano lungo le strade. L’unico indizio che stavamo marciando attraverso un canyon di umanità era un lamento occasionale».
Questa unità fra i fratelli è venuta meno negli anni. In una recente esclusiva di People, il biografo di Diana, Andrew Morton, ha detto: «Diana diceva sempre di avere due figli maschi per un motivo: il più giovane sarebbe stato lì per sostenere il più grande nel solitario compito di futuro re. Se fosse stata ancora in vita, avrebbero risolto le cose in modo diverso».
Fra due giorni Harry sarà a Londra e, se è stato ipotizzato un incontro con il padre Carlo, diversa è la posizione di William che appare molto meno incline alla morbidezza nei confronti del fratello ribelle Harry. La sua posizione, secondo fonti vicine alla Royal Family, si può definire “neutrale ma diffidente”: non ostacola un incontro, ma nemmeno lo incoraggia, temendo che possa generare nuove fratture.
In questi giorni, tra le numerose speculazioni legate al ritorno di Harry a Londra, alcuni media americani hanno riferito, senza conferme ufficiali, di un presunto summit al castello di Balmoral tra i principi di Galles e re Carlo. Sul tavolo ci sarebbe stato un tema delicatissimo: il futuro dei duchi di Sussex all’interno della Famiglia Reale. «In apparenza sembra una normale vacanza in famiglia, ma in realtà si stanno prendendo decisioni enormi che potrebbero cambiare per sempre il destino della famiglia», ha dichiarato una fonte. Un insider ha aggiunto: «Il piano era che i reali seniores, il re, la regina, William e Catherine, insieme a un ristretto gruppo di consiglieri fidati, si incontrassero in privato, lontano dal resto della famiglia».

