Dopo sei giorni di silenzi istituzionali, sono stati soccorsi da Aurora di Sea Watch i 41 naufraghi rimasti bloccati sul ponte del mercantile Maridive 208. “Tra loro – spiegano da Sea Watch – un minore gravemente malato e un uomo diabetico, che nessuno è andato a soccorrere”.
Erano partiti dalla Libia il 27 agosto, ma il barcone su cui viaggiavano è subito andato in avaria. Sono riusciti a lanciare l’allarme, rilanciato da Alarm phone e raccolto dal mercantile che li ha soccorsi su indicazione delle autorità tunisine. Ma da allora, per giorni non sono arrivate né indicazioni, né supporto.
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02 Settembre 2025
Sea Bird, l’aereo civile di Sea-Watch tornato in volo dopo venti giorni di fermo, ha monitorato fin dal primo agosto il mercantile, mentre dal basso le persone continuavano inutilmente a sbracciarsi e agitare magliette per chiedere aiuto. Anche perché – ha fatto sapere nei giorni scorsi l’ong tedesca – da subito a bordo il cibo ha iniziato a scarseggiare.
Sulla Maridrive hanno continuato ad attendere i soccorsi in acque maltesi, ma le radio sono rimaste mute. “Hanno rischiato di essere catturati e respinti in Tunisia dalla Marina Militare Tunisina, ma prima che accadesse siamo riusciti a intervenire con Aurora”.
La nave adesso fa rotta verso Nord. “Ancora una volta, mentre gli Stati Europei si giravano dall’altra parte, la società civile soccorreva le persone in pericolo”, dicono da Sea Watch. Nonostante tutti i dettagli dell’operazione siano stati comunicati alle autorità competenti, ad Aurora non è stato ancora data indicazione di porto, ma e a bordo, avvertono, “abbiamo casi medici che richiedono un’assistenza urgente”. Parole che cadono nel vuoto.

