Passo avanti nella revisione del
protocollo fra Acri e Mef che, dal 2015, ha introdotto delle
norme su governance, trasparenza e diversificazione degli
investimenti. L’Acri, spiega una nota, ha inviato alle
Fondazioni associate un testo di addendum che “introduce
modifiche mirate sui fronti strategici della concentrazione del
patrimonio e della governance”. Entro il 30 settembre gli enti
dovranno così deliberare il conferimento del mandato al
presidente di Acri per proseguire il dialogo con il Mef e
finalizzare l’iter di revisione. In caso di approvazione,
ciascuna Fondazione dovrà adeguare il proprio statuto alle nuove
disposizioni previste dall’addendum.
L’addendum prevede in merito alla concentrazione del
patrimonio un “aggiornamento dei limiti agli investimenti, con
l’obiettivo di meglio rispondere alle caratteristiche degli
asset e all’evoluzione dei mercati finanziari”. Sul fronte della
governance “l’ introduzione di strumenti di flessibilità per
bilanciare il ricambio negli organi direttivi con la necessaria
continuità strategica nel lungo periodo”.
Il processo di revisione è iniziato ad aprile e si è reso
necessario anche per modificare i limiti del protocollo che,
dopo i recenti rialzi dei titoli, rischiano di obbligare gli
enti a cedere parte delle loro quote nelle banche.
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