Parte oggi la nuova riforma dell’accesso alle facoltà di Medicina e Chirurgia, voluta dalla ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini. Per la prima volta non ci sono test d’ingresso: a sostituirli è un semestre “aperto” a numero libero, che coinvolgerà poco meno di 54mila studenti, di cui il 70% ragazze.
A novembre la selezione
Gli iscritti, oltre alla contemporanea immatricolazione a un corso affine, seguiranno da subito tre insegnamenti fondamentali: Chimica e propedeutica biochimica, Fisica e Biologia. Ognuna delle materie vale 6 crediti formativi universitari, per un totale di 18. Al termine del semestre, previsto a novembre, scatterà la selezione vera e propria. Gli studenti dovranno affrontare esami nazionali identici per tutti, nello stesso giorno, con due appelli a disposizione: il 20 novembre 2025 e il 10 dicembre 2025. Ogni prova consisterà in 31 quesiti (15 a scelta multipla e 16 a completamento) da svolgere in 45 minuti.
Il voto
Il voto sarà espresso in trentesimi, con possibilità di lode. Per entrare in graduatoria servirà almeno 18/30 in ciascun esame: solo chi supererà tutte e tre le prove potrà accedere al secondo semestre del corso di laurea in Medicina. I posti disponibili restano poco più di 24mila a livello nazionale, meno della metà degli attuali iscritti. Chi non riuscirà a rientrare in graduatoria, ma avrà comunque ottenuto almeno la sufficienza, potrà proseguire il percorso nel corso affine scelto, conservando i crediti acquisiti.
Aspiranti medici
Quest’anno il nuovo sistema non ha registrato un’impennata di iscrizioni: a luglio 2024 erano 56.838 i candidati al tradizionale test, mentre nel semestre “aperto” gli iscritti si fermano a 53.825. Un calo che, secondo molti osservatori, potrebbe essere legato alla prospettiva di dover affrontare tre esami in tempi ravvicinati. Le università con il maggior numero di aspiranti medici sono la Sapienza di Roma (4.810 iscritti), la Federico II di Napoli (3.140), Bologna (2.635), Padova (2.629) e Torino (2.321). Per migliaia di studenti inizia dunque oggi un percorso di studio e selezione che segnerà il loro futuro accademico: la sfida è entrare tra i poco più di 24mila camici bianchi del domani.

