A due anni esatti dalla strage di Brandizzo nel Torinese, dove persero la vita cinque operai travolti da un treno in transito, oggi istituzioni, sindacati, enti locali e famigliari delle vittime si sono dati appuntamento di fronte alla stazione ferroviaria per tenere vivo il ricordo di Kevin Laganà (22 anni), Giuseppe Aversa (49), Saverio Giuseppe Lombardo (52), Giuseppe Sorvillo (43) e Micheal Zanera (34).
“Il dolore – hanno detto i famigliari, ribadendo la loro richiesta di giustizia – non finirà mai. Fa male. Tanto male essere qui oggi”. Fra i presenti anche la sindaca di Brandizzo, Monica Durante, che ha annunciato che il Comune si costituirà parte civile al processo. La procura di Ivrea ha chiuso le indagini in luglio: sono complessivamente 24 gli indagati, 21 persone e 3 società, a vario titolo accusati di omicidio colposo.
Ora si attendono le richieste di rinvio a giudizio. Oltre a ricordare i cinque operai della Sigifer di Borgo Vercelli uccisi mentre stavano facendo manutenzione sui binari della linea Milano-Torino, la commemorazione ha acceso ancora una volta un faro sulla necessità di fare di più per la sicurezza sul lavoro.
“Le misure per lavorare in sicurezza sui binari sono disponibili – ha detto Massimiliano Quirico, direttore di Sicurezza e Lavoro, tra i promotori delle iniziative a Brandizzo – ma continua a prevalere la logica del guadagno a ogni costo. Quella di Brandizzo e le altri stragi sul lavoro sono il sintomo di un Paese malato, che non sa dare il giusto valore al lavoro e sacrifica la salute dei lavoratori in nome del profitto”.
“Oggi – ha scritto su Facebook il governatore del Piemonte Alberto Cirio – ricordiamo con profonda commozione le vittime della strage di Brandizzo. A loro, alle famiglie e ai colleghi va il nostro pensiero, insieme all’impegno a non dimenticare e a garantire ogni giorno la sicurezza sul lavoro, valore imprescindibile per una società giusta e responsabile”.
La deputata Pd Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni del lavoro in Italia, ha parlato di “strage che si poteva evitare: non è accettabile – ha affermato – che non ci siano strumenti tecnologici per prevenire quello che è successo qui a Brandizzo”.
Dopo la commemorazione davanti alla stazione, la giornata è proseguita con una messa e con la presentazione dell’area in cui sorgerà il Giardino del Ricordo, in cui verranno piantumati in autunno cinque alberi a cura di Filca-Cisl Torino e Sicurezza e Lavoro. Nel primo pomeriggio, invece, l’Assemblea nazionale lavoratori manutenzione ha organizzato un presidio contro il modello di manutenzione imposto da Rfi nel sistema ferroviario. Ora sarà la giustizia a fare il suo corso.
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