«Festival dopo festival, i morti continuano a crescere. A Cannes, più di un migliaio di noi, provenienti da tutto il mondo, si sono riuniti per sostenere una dichiarazione che esprime il nostro dolore e la nostra posizione rispetto alla morte di Fatma Hassouna e della sua famiglia per mano dell’esercito israeliano. Da allora, le uccisioni non si sono mai fermate». A dirlo sono Annie Ernaux e Céline Sciamma, Premio Nobel per la letteratura una, e regista e sceneggiatrice l’altra. Le due artiste hanno letto quest’appello di fronte all’Edipo Re, al Lido, l’imbarcazione di Pasolini oggi simbolo della lotta per i diritti umani nel cuore del Festival del Cinema di Venezia.
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«Aouda Ateline, militante per la pace, insegnante e membro del collettivo del documentario premiato con l’Oscar No Orlando, è stato ucciso da un colonnello, Aoum Al-Khair», continua il testo, «Da allora, Israele ha preso di mira e assassinato una delle ultime squadre di giornalisti presenti a Gaza: Anas Al-Sharif e cinque suoi colleghi di Al-Jazeera. Più di 250 giornalisti sono stati uccisi dal massacro iniziato il 7 ottobre 2023. Il numero di civili uccisi dall’esercito israeliano, dai coloni e nelle prigioni continua ad aumentare. Si parla di oltre 150.000 palestinesi morti dall’ottobre 2023. A Gaza, l’intera popolazione è diventata un bersaglio. Come artisti, attrici, attori culturali, non possiamo rimanere in silenzio mentre un genocidio si consuma a Gaza e notizie quotidiane, indescrivibili, colpiscono duramente le nostre comunità. Non lasciamo che l’arte diventi complice del peggio. Alziamo la voce».
E ancora: «Diciamo la verità. Perché non possa più essere ridotta al silenzio o occultata. Rifiutiamo la propaganda che colonizza costantemente l’immaginario e ci fa perdere il senso dell’umanità. Siamo numerosi e siamo ovunque. Siamo a Venezia e tutti i riflettori sono puntati su di noi. Per Fatma, per Aouda, per Anas, per tutti i bambini, le donne, gli uomini, i giornalisti, i medici, i civili. Agiamo prima che sia troppo tardi. Da Venezia a Gaza dobbiamo usare il nostro potere ogni giorno, ogni ora, con ogni respiro. Dobbiamo sfruttare ogni tribuna per chiedere la fine del genocidio».
L’incontro tra Ernaux e Sciamma è avvenuto in occasione della première di Écrire la vie – Annie Ernaux racontée par des lycéennes et des lycéens di Claire Simon, presentato alle Giornate degli Autori negli Eventi speciali e alla nona edizione del Cinema dell’inclusione tra visione e formazione, promossa da Isola Edipo con le Giornate degli Autori.

