Ogni anno, quando l’estate si arrende ai venti settembrini, la Valle Vigezzo si veste di nero. Ma non si tratta di un lutto, tutt’altro. Il nero è quello brillante delle spazzole che tintinnano, dei sorrisi segnati da fuliggine. Dal 5 all’8 settembre, Santa Maria Maggiore ospita ancora una volta i suoi “figli neri” sparsi per il mondo. Anche quelli adottivi, che ormai amano il borgo piemontese e ci tornano ogni anno.
C’è attesa per la 42ª edizione del Raduno internazionale dello spazzacamino, una festa che richiama oltre un migliaio di uomini e donne provenienti da tutta Europa (e oltre) per rendere omaggio a un mestiere antico, storicamente legato a questa valle incastonata tra Piemonte e Svizzera. L’appuntamento clou? La grande parata di domenica 7 settembre, quando le vie del borgo si riempiranno di spazzacamini in abiti da lavoro, bande musicali e gruppi folkloristici, regalando uno spettacolo unico al mondo.
Raduno internazionale dello spazzacamino: le date dell’edizione 2025 e il programma
Il raduno non è solo un evento: è un viaggio nel tempo e nelle emozioni. Per quattro giorni, la Valle Vigezzo diventa un palcoscenico vivente di storie, ricordi e colori. Si inizia venerdì 5 settembre con proiezioni dedicate alle edizioni passate e con uno spettacolo pirotecnico. Sabato 6 è la giornata della memoria: a Malesco verrà reso omaggio al monumento dedicato al piccolo spazzacamino Faustino Cappini, simbolo delle dure condizioni di vita dei rüsca di un tempo, mentre nel pomeriggio i vicoli di Toceno si animeranno con sfilate e musica. La sera, Santa Maria Maggiore accoglierà visitatori e spazzacamini con una grande festa a cielo aperto in piazza, nelle strade e nel parco di Villa Antonia.
La piazza di Santa Maria Maggiore è il cuore del raduno degli “uomini neri” (ph: Massimo Bertina)
Il cuore della manifestazione è però domenica 7 settembre, con la scenografica sfilata di oltre mille spazzacamini, applauditi da migliaia di visitatori. In piazza Risorgimento sfileranno le delegazioni dei vari Paesi, dalla Germania – da sempre la più numerosa – fino alla Svizzera, alla Scandinavia e, per la prima volta, al Lussemburgo. E tra una nota dell’orchestra GMO e l’eco degli antichi attrezzi del mestiere, i tetti del borgo si animeranno: la rievocazione della pulitura dei camini riporta in vita ogni anno gesti e parole del passato, come il misterioso Taròm, il gergo segreto degli spazzacamini.
Il raduno si chiude lunedì 8 settembre con una gita a Stresa e una sfilata sul Lago Maggiore: un ponte ideale tra monti e acque, tra la fatica di un mestiere antico e la bellezza del paesaggio che lo ha generato.
Alla scoperta di Santa Maria Maggiore e della Valle Vigezzo
Partecipare al Raduno internazionale dello spazzacamino significa anche scoprire un territorio che sembra uscito da una fiaba alpina. Santa Maria Maggiore, borgo Bandiera Arancione del Touring Club Italiano dal 2009, accoglie i visitatori con le sue piazzette pittoresche, le signorili dimore ottocentesche, le facciate affrescate, e i tetti di piode, i musei e i caffè. Qui il tempo rallenta, invitando a passeggiare tra botteghe artigiane e atmosfere d’altri tempi.
La cornice è quella della Valle Vigezzo, “valle degli spazzacamini” ma anche terra di pittori, con la sua scuola che ha dato vita a un filone artistico unico nel panorama alpino. Da non perdere, una visita alla pinacoteca della Scuola di belle arti “Rossetti Valentini” e alla Casa del profumo Feminis – Farina, per scoprire che l’inventore dell’Acqua di Colonia è nato qui.
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Intorno, un paesaggio alpino dolce: le vette aspre fanno solo da cornice a questa valle luminosa. Il modo migliore per ammirarla è farlo dai finestrini dei treni panoramici della Ferrovia Vigezzina-Centovalli, considerata una delle tratte più belle d’Europa: un filo d’acciaio che unisce Domodossola a Locarno, tra boschi, gole e villaggi in pietra che sembrano sospesi. Un viaggio slow che profuma di legna, di montagna e di passato.
Il menu dello spazzacamino: cosa assaggiare in Valle Vigezzo
Spazzacamini e abiti d’epoca a Santa Maria Maggiore (ph: Susy Mezzanotte)
Il raduno degli spazzacamini è anche una buona occasione per conoscere i prodotti tipici della Valle Vigezzo: saranno protagonisti nel punto ristoro della manifestazione ma possono diventare anche golosi souvenir, con un giro di shopping gourmand nelle tante botteghe artigiane.
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Da assaggiare, il Prosciutto crudo vigezzino, gli stinchéet, sottili sfoglie cotte su piastre in ferro e condite con burro d’alpeggio e un pizzico di sale, i formaggi (buone le tome d’alpeggio e l’immancabile “Spazzacamino”). E tra i dolci, la torta pan e lac (panelatte) e la fiacia, una sorta di pastafrolla.
Il Museo dello spazzacamino a Santa Maria Maggiore
Non è un caso che il raduno mondiale si tenga proprio qui e che a Santa Maria Maggiore vi sia addirittura un museo dedicato: questa piccola vallata alpina già dal Cinquecento era conosciuta addirittura come “la valle degli spazzacamini” perché da qui partirono nei secoli intere generazioni di emigranti verso Francia, Germania, Austria ed Olanda. Spesso bambini, venduti dalle famiglie per povertà, tra Ottocento e Novecento, e molto “apprezzati” per l’esile corporatura e l’agilità con cui potevano calarsi nei camini.
Il Museo dello spazzacamino (ph: Marco Benedetto Cerini)
Una favola nera e un periodo buio che per molto tempo sono stati dimenticati. Ma poi si è voluto rendere memoria a quelle persone e alle loro fatiche. Così, all’inizio degli anni Ottanta, il primo raduno vide sfilare una trentina di fumisti. Fino ad arrivare ai 1800 della 40a edizione. Una riscoperta che nel 1983 ha anche portato all’apertura del Museo dello Spazzacamino di Santa Maria Maggiore, che ogni anno accoglie più di 10.000 visitatori.
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Il museo va ben oltre la semplice collezione dei tradizionali attrezzi da lavoro: la raspa, il riccio (lamelle a raggiera ricavate dalle molle di sveglie e orologi da campanile), la squareta (bastone allungabile che supportava il riccio), il brischetin (lo scopino), una lunga fune, vari pesi e il sach, da riempire di fuliggine.
Le sale di Villa Antonia, con un allestimento multimediale, raccontano anche pagine scure della storia vigezzina e dell’Italia più in generale. E restituiscono un’immagine più autentica – anche contemporanea – di un mestiere che va ben oltre il personaggio malinconico e romantico dello spazzacamino Bert interpretato da Dick Van Dyke nel film Mary Poppins.
Come arrivare a Santa Maria Maggiore
Santa Maria Maggiore è il capoluogo della Valle Vigezzo, una delle sette valli dell’Ossola, nell’Alto Piemonte. A poche decine di chilometri dal lago Maggiore e dalla Svizzera, si raggiunge in auto in poco più di un’ora da Milano e poco più di due da Torino.
Si prende l’autostrada A26, all’altezza di Gravellona Toce si prosegue sulla Superstrada in direzione Sempione-Confine di Stato fino all’uscita Masera-Valle Vigezzo. Si imbocca la SS 337 della Valle Vigezzo fino a SMM.
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Attenzione, però: nei giorni del raduno il traffico in valle aumenta e si può faticare a trovare parcheggio nel centro del paese. Una valida alternativa è quella di arrivare direttamente in treno: da Domodossola e da Locarno partono i treni della Ferrovia Vigezzina-Centovalli (prenotazione fortemente consigliata). Tutti a bordo tra boschi, alpeggi, cascate e borghi in pietra: così la fiaba inizia ancora prima di arrivare in stazione.

