TRENTO. Quando è troppo è troppo. E sul tema da sempre spinoso degli aumenti delle indennità dei consiglieri provinciali trentini e altoatesini, il presidente della Regione, Arno Kompatscher, ha deciso di correre ai ripari e intervenire nuovamente per mettere mano alla legge regionale, questa volta per bloccare i prossimi aumenti che scatteranno non appena sarà firmato il rinnovo del contratto 2025-2027 dei dipendenti regionali.
Anche se non sembra intenzionato ad eliminare ogni forma di automatismo come chiesto dal consigliere provinciale Filippo Degasperi (Onda), che ha depositato un disegno di legge con questo obiettivo, firmato anche dai consiglieri altoatesini del Team K, che sarà discussio in commissione a settembre.Il presidente sudtirolese Kompatscher, leader della coalizione Svp e centrodestra, che governa in Regione, non poteva non provare un certo imbarazzo di fronte agli «arretrati d’oro», come sono stati subito chiamati da Cgil, Cisl e Uil del Trentino, del valore di 13.400 euro lordi relativi al 2024, arrivati lunedì nelle buste paga di tutti i 70 consiglieri provinciali/regionali.
Una cifra notevole che si aggiunge ai 20.000 euro sempre di arretrati per 2023 e 2022 versati ai consiglieri a marzo, come effetto del meccanismo che aggancia le indennità agli aumenti contrattuali dei dipendenti della Regione. E visto che l’anno scorso c’è stato il rinnovo per il triennio 2022-2024 con un aumento a regime del 10,7% ecco che i consiglieri hanno ottenuto l’adeguamento dell’indennità da gennaio 2025, arrivata a 11.534,64 euro lordi al mese, ma anche tre anni di aumenti arretrati per 33.000 euro lordi che sono stati versati in due tranche a marzo e ad agosto.
«Il tema – spiega il presidente Arno Kompatscher – riguarda il meccanismo di adeguamento all’inflazione delle indennità. Ci siamo impegnati di studiare possibili alternative al sistema attuale e di rappresentarli in aula per poterli valutare e discutere insieme. E così sarà». Sui tempi delle modifiche aggiunge che avverranno «comunque prima di dare luogo ad un adeguamento delle indennità dei consiglieri».
E precisa: « Non vogliamo bloccare il rinnovo del contratto dei dipendenti regionali, basta che sospendiamo intanto i nostri adeguamenti». Insomma, Kompascher prende atto che questo meccanismo per l’adeguamento delle indennità non va bene e aggiunge che non ci saranno i nuovi aumenti legati al rinnovo del contratto per il triennio 2025-2027 in fase di definizione, promettendo una revisione, come aveva promesso in sede di assestamento di bilancio a luglio quanto fu bocciato l’emendamento di Paolo Zanella (Pd) per eliminare l’aggancio al contratto dei dipendenti regionali.
Il consigliere Filippo Degasperi chiede però che una volta per tutte venga eliminato ogni meccanismo automatico di aumento delle indennità anche se non nasconde un certo scoramento perché i trentini non sembrano più interessati al tema dei costi della politica e dice: «Magari si lamentano al bar e poi continuano a votare quelli che si aumentano le indennità. Basti dire che questa norma regionale fu proposta da Bisesti (Lega) e approvata nel luglio 2023 in piena campagna elettorale. Poi Fugatti va dagli alpini o dai pompieri e fa finta di essere uno di loro, non dice però ai volontari che lui ha appena preso 33.000 euro di arretrati in tre mesi».
Degasperi se la prende anche con il presidente del consiglio regionale, Roberto Paccher perché dice: «Nella legge non si dice nulla degli arretrati. È stata una interpretazione dell’ufficio di presidenza guidato da Paccher». Ma il presidente Paccher replica che va letta bene la legge: «Si prevede l’aumento nella misura del rinnovo del contratto. Essendo stato rinnovato per gli anni 2022/23/24 vengono pagate le annualità. Il 2024 è stato pagato ora perché bisognava prima approvare il bilancio di assestamento. L’ufficio di presidenza non ha mai deliberato nulla perché la legge non lo prevede essendo una cosa automatica».
Degasperi guarda avanti: «Vediamo cosa accadrà in settembre al mio disegno di legge. È dal 2014 che do battaglia, ma centrodestra e centrosinistra hanno sempre voluto mantenere l’automatismo. Bene la presa di posizione dei sindacati anche se qualcuno (Largher, Ndr.) nel 2918 si era candidato con il Pd che quando era in Giunta non ha eliminato gli automatismi. Comunque, se ora hanno cambiato idea bene».

