BOLZANO. Per abbattere le liste d’attesa l’Asl ha bisogno che i privati ne smaltiscano 240 mila per il triennio 2026/2028.Ma ad oggi – come ammette la stessa Azienda – le offerte non coprono la domanda per Dermatologia, Gastroenterologia, Cardiologia e Neurologia ( Riabilitazione, sará oggetto di manifestazione di interesse in autunno). L’Asl si prepara dunque ad avviare una seconda gara d’appalto per capire chi è disposto a dare una mano e sta preparando nuovi “pacchetti combinati”.
In estrema sintesi le prestazioni che risultano interessanti per le cliniche saranno messe a gara insieme ad altre che lo sono molto meno, per garantire un’assistenza completa.L’Azienda punta a chiudere gli accordi per il triennio entro settembre – al massimo nei primi giorni di ottobre – e sta raccogliendo le disponibilità da parte delle strutture private accreditate per arrivare rapida alla firma, così da rendere subito disponibili gli slot per le prenotazioni.Così Christian Kofler, direttore generale dell’Asl: «Vogliamo garantire a tutti un’assistenza tempestiva e di qualità e rispondere in modo efficace alla crescente domanda sanitaria».
Che non si ferma. Kofler ed il direttore amministrativo dell’Asl, Luca Armanaschi, dicono che la domanda di prestazioni negli ultimi anni è cresciuta in maniera significativa. «Normalmente l’aumento medio annuo della domanda ambulatoriale si attesta intorno al 2%, ma nel triennio 2022-2024, complice anche l’effetto post-pandemia, abbiamo registrato un incremento generale del 12%, con punte del +37% in Neurochirurgia, oltre a crescite rilevanti in ambiti come Oculistica (+12%), Ortopedia (+21%) e diagnostica per immagini, in particolare le Risonanze magnetiche sono aumentate del 15%)».
Gli obiettivi dell’Azienda sono chiari: garantire i livelli essenziali di assistenza (Lea), come previsto dal decreto legislativo 502/92, e assicurare continuità e appropriatezza delle prestazioni. «La collaborazione con le strutture è stata finora molto costruttiva – sottolinea Armanaschi – e voglio sottolineare come il ricorso al privato accreditato in Alto Adige resta tra i più bassi in Italia: nel 2023 la spesa per l’assistenza sanitaria privata accreditata si è fermata al 9,2%, contro il 17,5% nazionale e il 11,1% in Trentino, il 13,9% in Veneto e il 24,7% della Lombardia (fonte rapporto Oasi 2024 Cergas Bocconi).
In Alto Adige il privato non sostituisce il pubblico, ma lo integra dove necessario, in una partnerschip collaborativa – prosegue -. Negli ultimi dieci anni abbiamo ampliato la rete di convenzionamento con nuove cliniche in zone prima scoperte, come la Val Pusteria e la Val d’Isarco, e portando le cure vicino ai pazienti». Il potenziamento dell’offerta ha portato risultati concreti.«Tra luglio 2019 e luglio 2025, i tempi medi di attesa per una prima visita oculistica sono passati da 41 a una settimana di attesa (differibile), per una mammografia differibile da 177 e per una risonanza magnetica della colonna da 52 a una settimana di attesa per ricevere dal Cup il primo appuntamento disponibile sul territorio provinciale».
«Questa collaborazione – chiude Armanaschi – ci permette di concentrare le nostre risorse interne sulle patologie a maggiore complessità. Penso, per esempio, al settore dell’Oculistica, dove i nostri professionisti possono dedicarsi con maggiore attenzione alla presa in carico di pazienti con glaucoma, uveiti, maculopatie o retinopatia diabetica. Analogamente, nelle radiologie ospedaliere è possibile riservare tempo e competenze a prestazioni di più elevata complessità, come quelle legate a sospetti diagnostici potenzialmente oncologici. È un modello che funziona e che intendiamo consolidare».

