BOLOGNA – Ha solo 19 anni, è fresco di maturità e si definisce semplicemente un “segretario” della grande iniziativa della Flotilla. Da casa sua, in via Galliera – nel centro di Bologna – Edoardo Sifo sta raccogliendo con la madre i pacchi che il 31 agosto salperanno da Genova, direzione Gaza, per la prima partenza della delegazione italiana della Global Sumud Flotilla: un gruppo nutrito di imbarcazioni, cariche di aiuti, che si stanno mobilitando in quest’impresa via mare internazionale per portare aiuti nei luoghi dell’assedio e fare pressioni internazionali per la pace.
Da martedì, non appena hanno pubblicato l’annuncio come privati cittadini, con tanto di indicazioni utili sugli alimenti da portare, il loro garage si è trasformato in una maxi dispensa improvvisata di beni a lunga conservazione: farina, riso, tonno, marmellate, tutte etichettate e tracciabili nel viaggio. E tantissima pasta. «Diciotto pacchi, portati da una famiglia sola», sottolinea entusiasta lui. Mentre il totale delle persone che li hanno raggiunti al loro civico, in meno di 24 ore dalla pubblicazione dell’invito, è di circa cinquantina. Con molte altre richieste destinate a rimanere in sospeso, perché l’obiettivo è stato già raggiunto. «A Genova hanno fatto al momento il pieno con 40 tonnellate di cibo. Noi, al momento, ci fermiamo qui».
Mentre è fissata già alla data di domani la partenza in furgone fino al porto ligure, sempre guidato da loro in sordina. «Sono stupito del supporto ricevuto sì – dice Edoardo, che dal prossimo settembre frequenterà la facoltà di ingegneria gestionale, sempre a Bologna – ma non mi aspetto un grazie, e non lo voglio. Cosa ho fatto in un giorno? Ho solo risposto al campanello di casa, spostato pacchi, riempito e svuotato il mio garage, non mi sembra molto rispetto a quello che sta accadendo. Guardare e basta? Non me la sentivo».

