Ci si arriva fidandosi del passaparola e scomodando Google Maps. Inizialmente, senza troppa convinzione. Perché in piena estate pare un’eresia rinunciare all’adrenalina balneare e vacanziera della costa per infilarsi nell’entroterra nella ritrosa e appartata Val d’Aso, che è davvero uno scricciolo nella geografia fisica e mentale delle Marche, eppure sa regalare emozioni.
Terra di mezzo
A confermarlo sono i tantissimi anglosassoni che considerano questa terra di mezzo tra il Fermano e l’Ascolano una delle destinazioni elettive nell’Italia dei piccoli centri abitati, delle stradine di campagna, dell’accoglienza schietta, delle luci soffuse. E perfino della penombra, vissuta come una gradevole condizione ambientale per apprezzare l’assenza d’inquinamento luminoso, vivere esperienze crepuscolari, praticare il cosiddetto “Noctourism” e organizzare osservazioni astronomiche impossibili nelle città o nelle grandi aree abitate.
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Un ambiente di Palazzo La Torre, luxury resort in un edificio del XIV secolo nel borgo di Moresco.
Il risveglio dei sensi
A fare da prologo c’è la cittadella fortificata di Moresco, annunciata da una torre ettagonale quasi millenaria che definire rara è puro eufemismo e che la gente del luogo riempie di significati esoterici ben sapendo che il sette è un numero magico, come ricorda Amato Mercuri, voce narrante della Val d’Aso e coordinatore del Comitato Scientifico dei Borghi più belli d’Italia.
Giusto il tempo di sfruttare l’affaccio panoramico che dalle vecchie mura arriva ai Sibillini e all’Adriatico e l’alchimia delle ore successive al tramonto diventa consapevolezza: non importa se i colori svaniscono e il mondo si presenta in bianco e nero. Perché è vero: il buio nasconde le cose. Ma permette di riconoscere costellazioni e pianeti altrimenti difficili da intercettare. E di notare che la ridotta funzione della vista in un ambiente privo di luce viene ampiamente compensata dall’olfatto, dall’udito e anche dal tatto.
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Il borgo dei matrimoni
A Monterubbiano, che è a pochi passi, tengono banco le camminate notturne promosse dal Comune in agosto e affidate alla vivacità della guida ambientale ed escursionistica Stefano Properzi. Per carità, anche le ore diurne regalano scorci sorprendenti. All’alba, la carrozzabile che si allunga verso ovest rivela la curiosa fisionomia a scacchiera della Marca Fermana, con il paesaggio segnato da riquadri ordinati di grano, frutteti e girasoli che raggiunge Petritoli, reputato “Paese dei matrimoni stranieri” per via delle numerose coppie che dall’estero vengono qui a promettersi amore eterno.
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L’agriturismo La Campana, nel borgo di Montefiore dell’Aso
Il fiume che dà il nome alla vallata è a breve distanza. Basta superarlo per addentrarsi nell’Ascolano e poi attardarsi nel borgo di Montefiore dell’Aso, reputato per il vecchio convento di San Francesco dove è conservato il raffinato polittico di Carlo Crivelli, con la figura di Maria Maddalena diventata l’effige iconica dell’intera regione.
E per raccogliere frammenti di vita virtuosa nell’agriturismo eco-friendly La Campana, dove famiglie provenienti da mezza Italia animano da decenni una piccola comunità contadina che condivide l’amore per la terra.
Naturale superare la Val Menocchia e salire fino ai 494 metri dell’incantevole Ripatransone, che è il Belvedere del Piceno, grosso borgo incorniciato da oliveti e vigne e invidiabile terrazza sui caldi tramonti estivi alle spalle dei Sibillini, del Gran Sasso e della Majella.
Non è lontana Montalto delle Marche, altro punto di ritrovo per gli appassionati di turismo lento, convocati nei mesi di luglio e agosto da Marche Active Tourism per partecipare a escursioni che si allungano fino a mezzanotte. Si parte dal centro storico del borgo e si raggiunge un punto panoramico con affaccio sulle montagne vicine riscaldate dagli ultimi raggi di sole.
Una veduta dell’area archeologica La Cuma, santuario romano presso Monte Rinaldo, che è possibile visitare anche con un’escursione notturna.
Oracoli e leggende
In una posizione ancora più distante e remota, c’è chi si avventura sull’Appennino marchigiano assieme a Tommaso Fagiani, guida escursionistica di Passamontagna Trekking, per raggiungere le rovine della grotta della Sibilla che la leggenda indica come il rifugio della famosa profetessa e figura oracolare. Camminata impegnativa ma ripagata: sulla cresta che si affaccia sulla Valle dell’Infernaccio si attende il tramonto con il sole che scende tra le cime dell’Italia centrale per poi rientrare alla base illuminando il percorso con le torce frontali.
Ma è Monte Rinaldo a prendersi la scena, ennesimo paesino collinare impreziosito dalle rovine di un tempio ellenico-romano che, adagiato sul pendio verde di una collina, presidia la vicina area archeologica nota come La Cuma.
C’è nuovamente Stefano Properzi a proporre l’osservazione della Via Lattea e dei pianeti. Abbinandola a leggende, storie e rimandi al passato. E promuovendo questa località del Fermano tra i punti di osservazione più spettacolari. Predilezione comprensibile. E argomentata: nelle serate più buie, con gli occhi vedi quello che è possibile. Con gli altri sensi e con l’immaginazione, vedi tutto il resto.
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Pranzo con vista sulle colline di Monterubbiano nel b&b Al Poggio dei 4 Borghi.
Info pratiche: escursioni notturne
Il paesaggio collinare e scarsamente urbanizzato ha fatto della zona compresa tra il Fermano e l’Ascolano
una delle più frequentate per praticare il turismo in notturna e l’osservazione del cielo. Numerose le camminate dopo il tramonto proposte dalla cooperativa sociale Risorse con il brand Marche Active Tourism.
Anche Passamontagna Trekking offre frequenti escursioni crepuscolari sui Sibillini. Stefano Properzi è particolarmente attivo con le uscite serali nei borghi della Val d’Aso. E nel sud della Marche, Maceratese compreso, accompagnano a scoprire le stelle le giovani amiche esperte in museologia e astronomia, Alessandra Frontini, Denise Trupia e Serena Schiaffi che fanno capo al sodalizio Nane Brune.
Come arrivare
In auto: Autostrada A14 fino all’uscita Fermo/Porto San Giorgio oppure a Pedaso. Il percorso si sviluppa lungo 70 chilometri circa.
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