Pareti calcaree modellate da acqua impetuose che creano canyon e gole. Boschi di faggi e querce intervallati da macchia mediterranea e habitat umidi di felce e muschio. E poi ancora più su, verso le montagne dove crescono i solitari Pini loricati, alberi-icone del Parco Nazionale del Pollino dalla silhouette tormentata. Qui, estesa per circa 5.200 ettari, si trova la Riserva Naturale Orientata Valle del Lao che scorre per 55 km creando una valle che sembra incantata. Il fiume nasce a 2000 metri, sul versante lucano del parco con il nome di Mercure, e poi scorre sotterraneo fino a riaffiorare tra Laino Borgo, dove ogni anno si tiene il River Fest ad agosto, e Laino Castello. Ad alimentarlo ci sono diversi torrenti che rendono l’area uno scrigno di biodiversità oltre che un paradiso dell’outdoor.
Gli sport sul fiume Lao
In questa palestra a cielo aperto gli sportivi amanti della natura possono scegliere fra tante attività acquatiche e terrestri. Chi cerca emozioni forti può cimentarsi con il rafting, pagaiando tra rapide, gole e massi con il gommone condotto dalle esperte guide locali. Per chi desidera un contatto ancora più stretto con la natura, in un corpo a corpo con roccia e acqua, c’è il canyonig dove mettersi all prova con tuffi, salti e corde nel torrente Castiglione. La corrente diventa, poi, uno scivolo naturale tra le gole del Lao, dove si pratica river tubing galleggiando su grossi ciambelloni. Chi preferisce esperienze più slow può sempre camminare nel torrente praticando l’acqua trekking che conduce al cospetto di una cascata alta 30 metri. Ma il Lao è ideale anche per il kayak, tanto da rappresentare un punto di riferimento al Sud per gli appassionati di sport fluviali prestandosi sia alla pratica dei principianti che a quella più avanzata.
Il rafting è una delle attività più amate fai frequentatori del fiume Lao
Le attività di terra nella natura
Non solo divertimento acquatico. La Valle del fiume Lao è un microcosmo di bellezze da esplorare a passo lento, godendosi i suoni della natura tra faggete e panorami appenninici. A piedi, lungo i tanti sentieri di trekking o su due ruote con la mountain bike, il Pollino si lascia ammirare con tracciati per tutta la famiglia. Fra i più scenografici c’è la Ciclovia dei Parchi della Calabria: 545 km di meraviglie che attraversano il Pollino, l’Aspromonte, la Sila e le Serre, ideali da fare in e-bike per aiutarsi nelle salite.
Un po’ di spinta ed equilibrio è ciò che richiede il parco avventura immerso nei boschi attorno al fiume, dove attraversare ponti tibetani, zip line e passerelle sospese tra gli alberi. Per chi ama i giochi di strategia, la Valle del Lao offre anche sfide di Paintball in cui divertirsi tra amici armati di casco e fucile spara palline, schivando i colpi di vernice colorata. E con un pizzico di avventura e voglia di esplorazione si parte lungo tratti sterrati in sella a un Quad, con cui guadare torrenti, salire sui pendii e immergersi nella natura.
Sono molti i sentieri tra faggi e querce nella natura della valle più selvaggia del Pollino
Il borgo gioiello di Papasidero
Il punto di partenza di tutte queste attività? È il borgo di Papasidero, cuore della Valle del Lao insieme ad altri placidi villaggi come Aieta, Buonvicino, Grisolia, Maierà, Orsomarso, San Nicola Arcella, Santa Domenica Talao e Verbicaro. Qui, ogni giugno si tiene l’Outdoor Sport Day, che con un biglietto consente di provare almeno due attività, e a luglio ha luogo il Lao Fest, un raduno di amanti della vita attiva all’aria aperta. Ma Papasidero, pur nelle sue ridotte dimensioni, con i suoi 600 abitanti, offre molto di più dell’outdoor. La cittadina, arroccata su un costone roccioso ai piedi delle vestigia del castello normanno-svevo, infatti, vanta rari gioielli tra le pieghe dei suoi vicoli e piazzette. Il più scenografico è il Santuario della Madonna di Costantinopoli che domina la valle, scolpito nelle pareti di roccia a partire dal XVII secolo sui resti di una chiesetta medievale. Per accedervi si attraversa il ponte sul fiume e all’interno si ammira un affresco della Vergine con l’Arcangelo Michele oltre all’antico organo nella navata centrale.
La bici è uno dei mezzi ideali per visitare Papasidero, ai piedi dei resti del castello normanno-svevo
Arte natura e archeologia si fondono invece nel sito d’importanza internazionale della Grotta e Riparo del Romito, che custodisce incisioni rupestri del Paleolitico all’interno di un canyon. Le visite guidate partono dall’Antiquarium dove le guide spiegano il contesto in cui sono stati rinvenuti utensili, corredi e sepolture. Questo anfratto vicino al fiume era il riparo di uomini e donne fin da 14.000 anni fa, come testimoniano gli scheletri ritrovati dal paleontologo e antropologo dell’Università di Firenze Paolo Graziosi negli anni Sessanta. Alla stessa epoca risalgono le incisioni sui massi che ritraggono con proporzione e cura l’uro, un grosso bovino oggi estinto. Solo l’ultima delle sorprese che questa valle selvaggia riserva a chi la scopre.
Info: highwellnessmountain.com
Progetto finanziato con risorse del fondo per lo sviluppo e la coesione – delibera CIPESS n. 58/2021

