Dalle onde al tax credit. La Festa del cinema di mare di Castiglione della Pescaia (Grosseto) torna dal 23 al 27 agosto con un programma che partirà dalla mostra di Claudio Chimenti, intitolata “Stay Out of the Water”, per concludersi con la proiezione di “Non è un paese per giovani” di Giovanni Veronesi, che è anche il direttore artistico del festival. In mezzo, una serie di ospiti come Ambra Angiolini, Geppi Cucciari, Beppe Fiorello, Giuliano Sangiorgi e Bobo Rondelli. E pure un’opportunità di confronto pubblico su come si fanno i film oggi.
Si tratterà di “un forum sulla produzione, un incontro tra produttori, distribuzioni ed esercenti”, spiega Veronesi.
Intitolato “Cinema Revolution?” e in programma domenica 24 agosto alle 18.30 al Molgo Caffè, sarà coordinato da Piera Detassis e coinvolgerà Giampaolo Letta (Medusa Film), Massimiliano Orfei (Piper Film), Massimo Proietti (Vision Distribution), Fabrizio Donvito (Indiana production) e Mario Lorini (Anec). Sarà pure un’occasione per fare divulgazione rispetto a tematiche di cui ultimamente si è discusso con tono polemico. “Ho l’impressione che se ne parli come se i soldi del tax credit arrivassero così – prosegue lo sceneggiatore e regista – invece arrivano dopo molto tempo. In ogni caso, è una legge che fa del bene al cinema, non del male. Certo, il tax credit va controllato e migliorato, bisogna pilotarlo nel senso giusto”. Per questo, “bisogna fare riunioni con persone che fanno il cinema – aggiunge -, non con chi sta in una commissione e non lo fa”. Possiamo aspettarci messaggi e proposte al governo nel corso della chiacchierata? “Vediamo cosa viene fuori”, risponde. Intanto, parlando del caso Kaufmann, Veronesi commenta che a un certo punto “è sembrato fosse più importante che gli avessero assegnato 800mila euro per fare un film rispetto al fatto che avesse ammazzato compagna e figlia”. Una cosa “brutta, ignorante”.
Per quanto riguarda il resto della manifestazione, giunta alla sua decima edizione e che – come ricorda il direttore artistico – “ho ereditato da un critico”, ovvero Claudio Carabba, resta un momento per “regalare al paese e alla gente” cinque giorni a stretto contatto con le personalità del cinema, “che è la faccia più glamour, più pop, del festival”. “Essendoci Venezia abbiamo dovuto cominciare prima – prosegue – in questi casi do fondo a tutte le mie amicizie. Ho capito di aver seminato bene nella mia vita perché nessuno mi ha mai detto di no. E gli ospiti continuano a venire gratis, mentre in tanti festival ci sono gettoni di presenza, perché c’è un rapporto di amicizia e si divertono”.
Quanto ai corti in gara, “il mare dev’essere protagonista – continua Veronesi – arrivano da tutto il mondo e sono bellissimi. Oggi si possono fare corti a costo zero alla fine”.
E i castiglionesi apprezzano perché “sono persone intelligenti – sostiene – hanno capito che questo lo facciamo per loro, così anche quelli che non hanno a che fare niente col cinema vengono, partecipano”. Il migliore dei cortometraggi in concorso riceverà il Premio Mauro Mancini, mentre il riconoscimento intitolato a Guido Parigi sarà conferito al miglior prodotto di taglio giornalistico da una giuria di ragazzi.
Intanto, Veronesi si prepara al suo nuovo progetto, intitolato ‘Dio Ride’. Chiedendogli qualche anticipazione, non dice nulla: “Se parlo mi segano la lingua – scherza con il suo accento toscanissimo -. Io so tutto, cominciamo l’8 settembre, ho una voglia di parlarne… Solo che non posso. È un progetto particolare, per cui hanno deciso di non dire niente”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA

