Un signore vestito di bianco che in strada a Tripoli, davanti a diversi testimoni, afferra un uomo disarmato, lo getta in terra e lo prende a pugni continuando a infierire su di lui – ormai inerte – per diversi secondi. Poi le foto del sangue della vittima che impregna l’asfalto. Per il sito arabo di informazione Al Masdar l’aggressore, che avrebbe ucciso quell’uomo, è Osama Njeem Almasri, il generale libico ricercato dalla Corte penale internazionale, arrestato e poi rimpatriato dal governo italiano otto mesi fa: un caso su cui da allora si è scatenata una bufera politica e giudiziaria. Mentre in tanti in queste ore rilanciano il filmato sui social e su altri media della Libia, l’opposizione in Italia insorge attaccando nuovamente la premier Giorgia Meloni e l’esecutivo che già ad ottobre – in merito prorpio al rilascio di Almasri – dovrà fornire risposte in Parlamento, dove sarà votata la richiesta di un processo nei confronti dei ministri Carlo Nordio, Matteo Piantedosi e del sottosegretario Alfredo Mantovano.
“Se venisse confermato che le immagini diffuse sono vere, Meloni non può più esimersi dallo spiegare agli italiani per quale motivo il suo governo, con una scelta politica che lei stessa ha rivendicato, ha volutamente ignorato il mandato di cattura della Cpi lo scorso gennaio”, sostiene la segretaria del Pd, Elly Schlein. Aldilà delle accuse politiche, resta comunque da verificare la veridicità e la data del filmato secondo cui, a dispetto del mandato di cattura dei giudici dell’Aia e dell’inchiesta a suo carico da parte della procura di Tripoli, Almasri continuerebbe a commettere gli stessi crimini per cui è già ricercato all’estero.
Per approfondire Agenzia ANSA Il caso Almasri, le tappe della vicenda – Notizie – Ansa.it Dall’arresto del generale libico alle indagini, fino all’archiviazione per la premier Meloni (ANSA)
A svolgere approfondimenti in questo senso sono gli stessi apparati di sicurezza italiani: fonti vicine al dossier segnalano come la foto finale del filmato, che mostra il comandante libico insieme ad un’altra persona, sarebbe stata scattata prima del gennaio 2025. Nel luglio scorso, viene inoltre evidenziato, la pagina media Al Masdar – vicina al governo di unità nazionale della Libia e dichiaratamente ostile alla Rada (la milizia di Almasri) ha pubblicato un video generato con l’intelligenza artificiale in cui il generale sembra rilasciare una sorta di confessione pubblica spiegando come è riuscito a sfuggire al mandato d’arresto della Cpi. La vicenda, a prescindere dell’autenticità del video, ha riacceso le critiche sul caso.
Oltre a Schlein, monta l’indignazione delle ong e di tutti i leader dell’opposizione. “Giorgia hai visto quelle immagini raccapriccianti?”, chiede il capo dei Cinque Stelle, Giuseppe Conte, mentre per il segretario di Più Europa, Riccardo Magi, “il governo è responsabile dei crimini che Almasri commette”, con il co portavoce di Europa verde, Angelo Bonelli che incalza: “Liberandolo è stato tradito lo Stato di diritto”. Stessi toni da Nicola Fratoianni di Avs: “Immagino che Meloni, Nordio, Piantedosi e il sottosegretario di Palazzo Chigi Mantovano con orgoglio si siano congratulati per averlo liberato con tutti gli onori”, dice il deputato. Sul fronte parlamentare, il prossimo step sul caso del rimpatrio di Almasri si aprirà a primi di settembre, quando la Giunta per le Autorizzazioni di Montecitorio si riunirà per valutare la richiesta – avanzata dal Tribunale dei ministri – di procedere nei confronti dei vertici di governo finiti sotto accusa e la Camera probabilmente sarà chiamata ad esprimersi con un voto all’inizio di ottobre. La Libia invece continua ad essere sull’orlo della guerra civile: secondo il governo di unità nazionale di Tripoli, le autorità locali hanno sventato un tentato attacco contro la sede della missione delle Nazioni Unite nel Paese, proprio mentre il suo rappresentante speciale interveniva al Consiglio di Sicurezza.
Rada, ‘video di Almasri è del 2021-22, l’uomo aggredito non è morto’
Il video diffuso oggi che mostra Osama Njeem Almasri aggredire un uomo a Tripoli è autentico e risalirebbe “al 2021 o al 2022”. Inoltre, la persona aggredita “non ha riportato lesioni gravi”. Lo hanno riferito agli apparati di sicurezza italiani fonti della Rada – la milizia di Tripoli cui appartiene il comandante libico – che hanno chiesto direttamente allo stesso Almasri. Nell’occasione, secondo la ricostruzione fornita dalla Rada, Almasri si trovava nelle vicinanze della sua abitazione e aveva chiesto al conducente di una autovettura di spostare il mezzo perché mal parcheggiato. Questi in risposta tirava fuori una pistola e Njeem aveva reagito per disarmarlo. Dopo i fatti, sempre secondo quanto riferito dalla Rada, l’uomo – che non aveva riportato lesioni di rilievo – era stato anche denunciato alla Procura.
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