Nelle ultime settimane si è fatto un gran parlare di Natasha Archer, la stylist di Kate Middleton che avrebbe lasciato il posto fisso per mettersi in proprio. Se iniziare un’avventura imprenditoriale potrebbe essere rischioso per i più, per lei non dovrebbe essere un problema far decollare la sua attività di luxury consultancy dopo avere lavorato a stretto contatto, e con grande soddisfazione delle parti, alla costruzione dell’immagine e dello stile di uno dei personaggi più noti del pianeta.
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Stando a quanto riportato su Linkedin, in realtà la definizione precisa del suo ruolo era «senior private executive assistant» e la sua occupazione era seguire l’abbigliamento, l’agenda e i progetti della principessa di Galles. Tali indicazioni ci dicono che Natasha Archer non si limitava a scegliere i vestiti ma che il suo era un vero e proprio lavoro di progettazione. A lei spettava il compito di inserire un outfit in un contesto ben preciso tenendo conto di numerose variabili e ben sapendo che ogni look e ogni dettaglio sarebbe passato ai raggi X. Al momento non risultano posizioni vacanti per lo stesso impiego ma a noi questa notizia ci ha fatto venire voglia di chiedere agli stylist di casa nostra come affronterebbero la sfida di vestire Kate Middleton.
Kate Middleton.
Daniel Kopatsch/Getty Images
Dopo avere mandato una sfilza di messaggi agli stylist che avevamo in rubrica, hanno accettato di giocare con noi Simone Furlan, Susanna Ausoni, Pablo Patanè, Lorenzo Oddo, Enrica Chicchio e Rita Benedetto.
Simone «SiFu» Furlan (tra le artiste da lui seguite c’è Madame), è stato un fiume in piena e ci ha risposto dopo pochi secondi con le idee molto chiare. Come dimostra nel suo vodcast Di notte specialmente idee e parlantina non gli fanno difetto. Susanna Ausoni, impegnata ultimamente con lo styling di Annalisa, ha scritto con Antonio Mancinelli il libro L’arte dello styling dove ha citato più volte l’allora duchessa di Cambridge. Ha condiviso con noi qualche brand con cui la vedrebbe bene e ci ha pure confidato che si candiderebbe volentieri a vestirla.
Anche Lorenzo Oddo, noto come Mr. Lollo, stylist di Levante, non ha esitato nella risposta. Il suo punto di vista contempla la nostalgia, tutt’altro che balorda, citando il brano di Olly, uno degli artista con cui collabora. Pablo Patanè, interpellato a Sanremo 2025 per avere curato il look dei Coma_Cose insieme a Tiny Idols, ci ha stupito perché lui di reali se ne intende davvero: non veste solo celeb come Sabrina Impacciatore ma ha accompagnato sul red carpet di Cannes Maria Chiara e Maria Carolina di Borbone delle Due Sicilie. E da quello che ci dice si vede che ha studiato da stylist (reale).
Ci siamo inoltre rivolti a Rita Benedetto, la fondatrice della seguitissima pagina Instagram Stylist à Porter. Secondo lei Kate Middleton dovrebbe allentare il protocollo. Insomma, anche per la principessa di Galles la stylist ha preparato uno «stylingare» ad hoc, uno di quei consigli di stile adorati dalla sua community. Per un’opinione ancora diversa, siamo andati a cercare Enrica Chicchio, professione consulente di immagine. I più attenti la ricorderanno come «l’armocromista di Elly Schlein»: nell’aprile del 2023 uscì l‘intervista di Vogue alla segretaria del Partito Democratico e poche righe sul power dressing scatenarono l’inferno. Con noi Enrica Chicchio è stata riflessiva, si è presa il suo tempo per studiare il caso e per fornirci la sua visione a a 360°. Una proposta per la quale la consulente potrebbe emettere fattura all’indirizzo di Kensington Palace.
Come gli stylist delle celeb vestirebbero la principessa Catherine:
Simone «SiFu» Furlan
Il look di Kate Middleton è piuttosto geometrico con spalle importanti, scolli a barchetta, color block. È tutto molto preciso, molto elegante, a volte neanche troppo sofisticato. Le lunghezze delle gonne e delle giacche sono sempre le stesse e in generale ha sempre tenuto delle linee molto simili nonostante abbia sperimentato con designer diversi e varie forme. Poi ci sono i cappellini, che non mancano mai, un elemento tipico dell’aristocrazia britannica. Certe scelte hanno contribuito a rendere iconici i suoi outfit. Ecco, se fossi io il suo stylist, proporrei una versione pimpata dei suoi look. Andando più nello specifico, sperimenterei di più con le stampe e con i materiali, proprio per potenziare l’iconicità e la forza dei suoi outfit perché a volte li trovo quasi troppo semplici. Terrei le lunghezze e la silhouette ma troverei un compromesso aggiungendo, per esempio dello jacquard o del lurex per rendere tutto un po’ più brillante e divertente.

