Record del solare in Cina: in soli sei mesi, il Dragone ha installato più capacità di quanta ne avessero complessivamente gli Stati Uniti alla fine del 2024. A maggio, il ritmo ha raggiunto circa 100 pannelli al secondo. L’espansione del solare e dell’eolico ha permesso, per la prima volta, di superare l’idroelettrico come fonte di energia pulita. E di ridurre le emissioni di CO2 dell’1% rispetto all’anno precedente, proseguendo il trend iniziato a marzo. Tuttavia, secondo Lauri Myllyvirta, lead analyst del Centre for Research on Energy and Clean Air e senior fellow dell’Asia Society Policy Institute, restano forti criticità. In un post pubblicato su Carbon Brief, l’analista rileva che continuano a emergere problemi sul fronte della rete: nel primo semestre 2025 il tasso di “curtailment” del solare (energia non utilizzata) è salito al 5,7%, segnale che servono nuove infrastrutture per assorbire la produzione rinnovabile.
Allo stesso tempo, sul fronte carbone, la Cina rischia un nuovo record di capacità installata nel 2025 (oltre 90 GW in costruzione). Questo porterà a un eccesso di offerta e minore utilizzo degli impianti, ma non necessariamente a più emissioni se la crescita delle rinnovabili continuerà a superare la domanda. Myllyvirta sottolinea poi che il settore chimico rimane la maggiore fonte di nuove emissioni, con una rapida espansione dei processi che trasformano il carbone in carburanti e prodotti chimici. Questo comparto da solo potrebbe aumentare le emissioni del 2% entro il 2029.
Anche se il calo delle emissioni nel 2025 è probabile, secondo l’analista la Cina non riuscirà a rispettare diversi obiettivi del piano quinquennale 2021-25: riduzione dell’intensità carbonica del Pil, limitazione della crescita del carbone e incremento della quota di acciaio da forni elettrici. Tutto questo metterà pressione sul prossimo piano (2026-2030) e sulla nuova Ndc al 2035. Per Pechino, la sfida sarà trasformare il boom delle rinnovabili in un percorso strutturale, capace di anticipare il picco delle emissioni e di sostenere obiettivi climatici più ambiziosi.

