L’hanno descritta in tanti modi. Il più ricorrente? «Angelo custode». Parlando della scomparsa di Pippo Baudo (il 16 agosto scorso a 89 anni), spesso viene citata lei, la storica assistente del conduttore, Dina Minna. Raccontata come una presenza discreta, ha accompagnato da segreteria il conduttore non solo nella sua carriera ma anche nella sua vita, restandogli accanto fino alla fine, al Campus Bio Medico della capitale, dove si è poi spento. A chiudere il feretro del volto storico del piccolo schermo c’era solo lei accanto alla figlia Tiziana e all’avvocato di famiglia Giorgio Assumma. Dopo dieci ore di viaggio anche Diana è arrivata a Militello per il funerale, prima della sepoltura accanto ai genitori nella tomba di famiglia, e ha detto all’ANSA: «Lui voleva tornare in Sicilia, è giusto così. Ha amato tanto la sua terra, e, non avendo mai paura di rivendicarla libera dalla mafia, quando poteva parlarne — lo sa, non si teneva niente — ne parlava. Voglio chiamare il sacerdote per dirglielo».
Per decenni (per l’esattezza ha iniziato appena diciottenne quasi 36 anni fa) Dina è stata il punto di riferimento degli addetti ai lavori e della stampa perché gestiva l’agenda di Pippo Baudo, gli appuntamenti e anche le interviste fin da quando ogni mattina arrivava da lui nella sua casa in centro a via della Vite a Roma. «Non lo lasciò neanche un minuto», come ha commentato nel 2007 Franco Mariotti. E in una recente intervista a La Repubblica ha detto: «Sabato ho perso un papà». Ha aggiunto: «Mi ha insegnato tutto, come ci si deve comportare quando si lavora, la correttezza, il rispetto per gli altri, il rigore. Che bisogna impegnarsi, sempre; che in un gruppo che collabora si deve rispettare il lavoro di tutti. Che se si pensa a un progetto, si deve realizzare se vale la pena».
Nei necrologi de Il Corriere della sera il nome di Dina Minna, finora un’ombra silenziosa e operosa al fianco del conduttore, ricorre spesso perché le redazioni e gli amici la ricordano come una presenza chiave nella sua vita. Secondo un’indiscrezione di Dagospia nel 2003 Pippo Baudo le lasciò due immobili scatenando l’ira di Katia Ricciarelli, all’epoca sua seconda moglie (oggi la soprano, che ha dato l’ultimo saluto all’ex marito nella camera ardente del Teatro delle Vittorie a Roma non si è recata ai funerali a Militello, in provincia di Catania, per motivi di salute). L’anno successivo i due, che vivevano comunque in regime di separazione dei beni, hanno divorziato.
Dina, che di solito lo chiamava sempre per cognome, durante il corteo funebre ha urlato: «Ciao Pippo» e ha chiesto alla scorta dell’auto con il feretro di deviare il percorso per farlo passare in via della Giuliana, nel quartiere Prati di Roma, per un ultimo saluto al suo storico ufficio. «È stato più lì che a casa, quante riunioni abbiamo fatto».
Al talk L’Ora Solare di Paola Saluzzi nel 2020 Pippo Baudo l’aveva descritta così: «La ringrazio con tutto il cuore, perché per me è davvero indispensabile: mi cura, mi consiglia, mi rassicura. Mi sento protetto da lei. È molto più giovane di me, eppure, davanti a lei, mi sento come un bambino».

