Settembre 2025 passerà alla storia come uno dei mesi più attesi di sempre nella storia della moda recente: mai come nelle imminenti Fashion Week di Milano (dal 23 al 29) e Parigi (dal 29 al 7 ottobre), infatti, assisteremo a una sequenza impressionante di debutti alla direzione creativa delle maison di moda.
E che maison: tra la fine del mese e i primi di ottobre – è il caso di ricordarlo – scopriremo infatti direttamente sulle passerelle italiane e francesi la visone estetica e poetica di (in vago ordine di apparizione): Dario Vitale da Versace, Simone Bellotti da Jil Sander, Louise Trotter da Bottega Veneta, Matthieu Blazy da Chanel, Pierpaolo Piccioli da Balenciaga, Jack McCollough e Lazaro Hernandez da Loewe, Duran Lantink da Jean Paul Gaultier, Michael Rider da Celine, Jonathan Anderson nella donna di Dior (dopo il debutto a giugno con l’uomo), Miguel Castro Freitas da Mugler e Mark Thomas da Carven.
E, soprattutto, Demna da Gucci: l’esordio dello stilista georgiano alle redini della maison fiorentina è certamente il più atteso: un po’ perché è quello più «urgente», considerati gli allarmanti periodici resoconti dei fatturati del Gruppo Kering, di cui Gucci è brand motore trainante, che certamente non sta vivendo il suo periodo di maggior splendore. Quello sul quale si punta di più per un’inversione di rotta globale di un mercato della moda che appare decisamente affaticato.
E un po’ anche perché Demna come pochi sa far crescere l’attesa, sa tenere alta l’attenzione, sa giocare e stuzzicare con le aspettative, dicendo e non dicendo allo stesso momento.
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Annunciato nell’ambìto ma anche non facile ruolo il 13 marzo 2025, Demna è ufficialmente diventato il direttore creativo di Gucci nel luglio 2025: dopo un tira e molla di rumors e si dice vari – sfila a settembre, no salta una stagione, no sfila ma solo un po’, solo una piccola preview per stuzzicare i palati… – a questo punto pare certo che il prossimo 23 settembre ci potremo cominciare a fare almeno un’idea piuttosto chiara di quello che sarà il nuovo corso di Gucci nella visione dell’ex direttore creativo di Balenciaga.
Qualcosa, in realtà, lui stesso ha voluto anticiparcelo: poche settimana fa ha raccontato come possiamo tranquillamente mettere nel dimenticatoio l’oversize che l’ha reso celebre, e come sia sua primaria intenzione riportare la maison dalla doppia G alla sua vera e autentica essenza.
Quale sia, nell’ottica dello stilista georgiano, il dna della griffe ce l’ha svelato però, forse nemmeno troppo involontariamente, il marito musicista Loïk Gomez, che in una recente story su Instagram, prontamente rimossa, si è fatto vedere vestito da capo a piedi con un total look Gucci che potrebbe proprio essere un accattivante antipasto di quel che gusteremo tra qualche settimana. Nello spoiler social, infatti, il compositore noto come BFRND si scatta un selfie indossando jeans morbidi e biker in pelle, con cintura dall’inconfondibile fibbia logata.
In molti è scattata in automatico l’associazione di idee con le più note collezioni disegnate per il marchio da Tom Ford, che ne fu direttore creativo dal 1994 al 2004 e che contribuì con la sua estetica sexy e provocante a stagliare la maison fiorentina nell’Olimpo del desiderio globale, legando quegli anni indimenticabili a un’immagine precisa e inconfondibile, ancora oggi ricordata da chi allora c’era, ma amata anche dalla Gen Z, che la scopre adesso. Ed è proprio la nuova generazione di consumatori quella cui Gucci e Demna vogliono rivolgersi per riportare il brand ai fasti di un tempo? Possibile. In questo caso, il cerchio si chiuderebbe nel più logico dei modi. Tanto che viene da chiedersi: che si sia trattato di una leggerezza da parte di Gomez, o piuttosto di una furbata studiata a tavolino da Demna & Co? Lo scopriremo preso. Cioè, a settembre.

