Israele dice basta alla guerra a Gaza. È il giorno dello sciopero generale indetto, dal Consiglio d’Ottobre insieme al Forum delle famiglie, che prevede azioni in 400 località di tutto il Paese. I manifestanti scioperano contro la decisione del governo Netanyahu dell’occupazione militare totale a Gaza, anziché raggiungere un accordo per liberare i 50 ostaggi rimasti nelle mani di Hamas, 20 dei quali sono ritenuti ancora vivi. Alcuni dei presidi si sono posizionati davanti alle case dei ministri del governo o di altri politici israeliani, gridando a gran voce la richiesta di fermare la guerra. «Da 22 mesi i rapiti languono a Gaza, davanti ai vostri occhi», si legge nella nota del Forum delle famiglie degli ostaggi e dei dispersi israeliani. «Invece di ingannare l’opinione pubblica, diffondere voci e diffamare le famiglie dei rapiti, restituite i nostri cari con un accordo e ponete fine alla guerra. Questa è l’unica decisione che il popolo israeliano chiede, ed è l’unica decisione possibile. Sono stati rapiti dalla terra di Israele sotto la tua responsabilità, Netanyahu, e sono lì da 22 mesi. La responsabilità di riportarli a casa è tua». Parole che sono arrivate anche in risposta a quelle con cui il premier israeliano ha accusato i manifestanti di essere loro stessi causa del ritardo del rilascio dei loro cari.
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Ma i bombardamenti su Gaza continuano senza sosta, uccidendo civili ogni giorno, in queste ore è stato colpito anche l’spedale Al Ahli a Gaza City, uccidendo almeno 7 persone, secondo quanto riporta Al Jazeera. Hamas ha risposto alla decisione di Netanyahu che questa mossa militare e politica corrisponde a un nuovo «genocidio e sfollamento» per migliaia di palestinesi. Lo stesso presidente israeliano Isaac Herzog, secondo quanto si legge sui media israeliani, avrebbe raggiunto la piazza degli ostaggi per stare al fianco delle famiglie e mostrare solidarietà.
Dall’Italia, dove nelle scorse ore è morta una giovane palestinese, Marah Abu Zuhri, che era appena arrivata a Pisa da Gaza per essere curata, la Fiera del Levante che si terrà a Bari dal 13 al 21 settembre prossimo, ha fatto sapere che Israele non potrà partecipare. Si legge nel comunicato: «il Consiglio comunale dichiara non gradita, per le prossime edizioni della Fiera del Levante e in occasione del Saloni Specializzati, la partecipazione in qualsiasi forma dello Stato di Israele o di suoi rappresentanti fino a quando non porrà fine all’intervento militare nella Striscia di Gaza e alla sistematica violazione di diritti umani della popolazione civile».

