Per fare ulteriore chiarezza abbiamo fatto alcune domande ad Andrea Gramegna, pneumologo presso la Fondazione Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e professore associato presso l’Università di Milano.
È vero che le sigarette elettroniche rilasciano metalli pesanti?
«Sì, diversi studi scientifici, come questo, hanno rilevato la presenza di metalli pesanti negli aerosol prodotti dalle sigarette elettroniche, tra cui piombo, nichel, cromo e cadmio. Questi metalli provengono principalmente dalle componenti metalliche del dispositivo (come la resistenza o le saldature) che, riscaldandosi, possono contaminare il liquido e l’aerosol inalato.
È verosimile che non tutte rilascino la stessa quantità di metalli pesanti, ma al momento la nostra conoscenza di questo aspetto non è ancora adeguatamente approfondita. Le concentrazioni possono variare significativamente in base a molti parametri, tra cui il tipo ed i materiali del dispositivo, la frequenza di utilizzo e il suo stato di usura».
Quanto sono pericolosi questi metalli per la salute?
«Attualmente non sono ancora disponibili studi clinici che quantifichino con precisione la pericolosità dei dispositivi elettronici per inalazione. Tuttavia, è noto che molti metalli pesanti, se inalati, possono esercitare effetti tossici anche a concentrazioni molto basse, provocando reazioni irritative e infiammatorie, oltre a potenziali effetti cancerogeni».
Esiste una soglia di tollerabilità o andrebbero sempre evitate?
«Non parlerei di soglie di tollerabilità quando ci si riferisce a sostanze tossiche, peraltro assunte a scopo voluttuario. Esistono limiti di esposizione ai metalli pesanti su base giornaliera o settimanale, ma tali soglie non si riferiscono all’inalazione diretta e ripetuta, come avviene con le sigarette elettroniche. Un atteggiamento di cautela suggerisce che il loro utilizzo andrebbe sempre evitato, con massima attenzione per i soggetti più vulnerabili come giovani, donne in gravidanza o persone con malattie respiratorie croniche».
È meglio fumare una sigaretta elettronica o una sigaretta tradizionale?
«Come pneumologo, posso affermare che nessuna delle due opzioni è completamente sicura per la salute respiratoria. Sebbene le sigarette elettroniche non producano catrame né prodotti della combustione, principali cause delle malattie polmonari nei fumatori, esse possono comunque rilasciare sostanze tossiche e composti irritanti, favorendo l’infiammazione delle vie aeree e potenziali danni a lungo termine. Inoltre, quando contengono nicotina, vi è un reale rischio di sviluppare dipendenza.
Credo che questo sia il messaggio più importante da trasmettere. Per i non fumatori, la raccomandazione è di evitare entrambi i prodotti. Concordando con una recente dichiarazione della European Respiratory Society, non ritengo che le sigarette elettroniche possano rappresentare uno strumento di riduzione del danno per chi non riesce a smettere di fumare. L’obiettivo principale, supportato anche dall’intervento di centri specializzati per la cessazione del fumo, dovrebbe sempre essere l’astinenza completa dal fumo e da qualsiasi forma di inalazione di sostanze nocive».

