AGI – La Cassazione ‘apre’ ai patti prematrimoniali per regolamentare i rapporti patrimoniali tra coniugi in caso di fallimento delle nozze.
Con un’ordinanza depositata nelle scorse settimane, la prima sezione civile della Suprema Corte ha confermato quanto stabilito dai giudici d’appello di Brescia sulla validità di una scrittura privata che una coppia, anni prima della separazione, aveva sottoscritto.
“Non c’è nessuna norma imperativa – scrive la Corte nell’ordinanza – che impedisca ai coniugi prima o durante il matrimonio, di riconoscere l’esistenza di un debito verso l’altro e di subordinarne la restituzione all’evento, futuro ed incerto, della separazione coniugale“.
La non riconoscibilità degli accordi in Italia
Nel sistema legale italiano, diversamente da quanto accade nei paesi anglosassoni e in molti altri stati europei, gli accordi prematrimoniali non hanno un riconoscimento ufficiale e sono considerati nulli.
La ragione principale risiede nel principio che i diritti e i doveri derivanti dal matrimonio, come ad esempio l’obbligo di mantenimento, non sono disponibili e non possono essere regolati privatamente prima che il matrimonio stesso abbia inizio.
La legge italiana tutela la famiglia come istituzione di interesse pubblico, e non come un semplice rapporto contrattuale.

