Non è il Sahara, ma le bionde dune di Maspalomas sembrano la versione lillipuziana del deserto nordafricano. E non siamo neppure in Baja California, sebbene in certe località i cactus e le agavi disegnino una cartolina d’atmosfera “messicana”. E la forra tormentata che si spalanca davanti agli occhi del biker non è il Gran Canyon del Sudovest americano, bensì il cosiddetto “Gran Cañón” di Gran Canaria, paradiso di chi ama le ruote grasse e i trail panoramici.
Il Pico de la Nieves, che svetta a quasi duemila metri nel centro orografico, domina su quest’isola rotonda e dagli aspri paesaggi vulcanici, che spunta nell’Oceano Atlantico al largo della costa ovest dell’Africa.
Gran Canaria: la straordinaria diversità di microclimi e specie endemiche
A Gran Canaria si concentrano vari microclimi e numerosi habitat diversi. Al nord, più fresco e umido, esplode una lussureggiante vegetazione tropicale e subtropicale.
Al sud il clima molto asciutto e soleggiato ha creato paesaggi aridi da Far-West. In mezzo, montagne color ruggine si drappeggiano in forme improbabili, punteggiate dal verde esagerato dei pini canari. Spiagge caraibiche, città coloniali e micro-pueblos marinari completano il quadro del “piccolo continente”.
La sua ricchezza naturale è stata riconosciuta pure dall’UNESCO, che ha dichiarato parte dell’isola Riserva della Biosfera, sottolineando l’importanza di preservare la sua varietà di specie animali e vegetali.
Con trentadue aree naturali protette, otto riserve naturali e oltre cento piante endemiche, Gran Canaria è una specie di “macchina del tempo” in cui apprezzare l’evoluzione della flora nei millenni. Dal punto di vista botanico, ha la stessa importanza che le Galápagos posseggono dal punto di vista zoologico.
Sulla strada per Pico de las Nieves, la seconda montagna più alta dell’isola di Gran Canaria. Foto Fabrizia Postiglione
Gran Canaria: i percorsi per bici più belli
A tutti questi ingredienti peculiari, si aggiunge un network di belle strade che si contorcono come spaghetti su e giù per vette, valli e barrancos (burroni) e, soprattutto, automobilisti molto rispettosi dei ciclisti.
In Spagna, infatti viene rigorosamente rispettata la norma del codice stradale che impone ai veicoli motorizzati di superare le bici a non meno di 1,5m di distanza.
Il risultato è un eden ciclistico ideale tutto l’anno, grazie anche al clima mite e ventilato che caratterizza l’arcipelago “dell’eterna primavera”.
DOVE propone tre itinerari per scoprire il meglio di Gran Canaria in bici da strada o mountain bike (altre info: grancanaria.com).
La salita al Pico de las Nieves
La più iconica delle salite di Gran Canaria conduce al Pico de las Nieves, la vetta più alta dell’isola coi suoi 1.949 metri d’altitudine. Può essere affrontata da vari versanti, ma incanta sempre.
Da Playa del Inglés (sulla costa sud) la sola scalata è lunga circa 48 km con quasi 2300 metri di dislivello, perché si parte dal mare, mentre il tour ad anello totalizza 112 km con 2.690 metri di dislivello.
La luce rosata dell’alba avvolge boschi di pini canari e candidi pueblos di montagna, rocce rosso-brune e si posa sull’Oceano facendolo luccicare.
Pedalando, si supera Mundo Aborigen, un parco tematico affacciato sul Barranco de Fatata, dedicato alla storia e alla cultura delle isole Canarie.
Qui sorge la replica di un abitato dei Guanche, l’originaria popolazione preispanica che viveva nell’arcipelago. Nel 500 a.C. alcune tribù berbere dell’Africa nordoccidentale s’insediarono qui e per duemila anni vissero tranquille, fino a quando la Spagna le conquistò per trasformarle in uno scalo importante delle rotte marittime verso le Americhe.
Nei primi chilometri della salita si pedala avvolti in uno scenario roccioso e riarso. Le pendenze sono abbastanza tranquille fino a Fataga, dove inizia una collana di tornanti a doppia cifra. Per il momento l’orografia protegge dal vento.
Proseguendo sulla GC60 si giunge a San Bartolomé de Tirajana, dove fa la sua comparsa un inconsueto viale di palme basse e grosse (siamo a circa mille metri di quota).
Lasciata San Bartolomé alle spalle, le pendenze (5%-12%) sono aggravate dagli alisei orientali, che spirano contro, ma fortunatamente si placano dopo aver scavallato Cruz Grande.
Poi da Ayacata restano 12 km con seicento metri di ascensione. Il nastro d’asfalto serpeggia fra i mandorli. Resta una manciata di chilometri per Mirador Presa de los Hornos: qui la salita diventa impegnativa a causa del mix più letale: pendenze arcigne, sole, caldo, stanchezza.
A 1600 metri, l’endemico Pino delle Canarie, resistente al fuoco, sostituisce le latifoglie, regala una piacevole penombra per gli ultimi chilometri e protegge dal vento.
Il percorso più bello per ridiscendere sulla costa e tornare a Playa del Inglés prevede un’entusiasmante picchiata che passa in una valle laterale: dopo San Bartolomé de Tirajana si vira verso Santa Lucia de Tirajana.
Si supera Fortaleza, una formazione rocciosa “a gobba di cammello” e ci si godono le tante curve (e gli scarsi tornanti) a ruota libera su un asfalto ben tenuto finché non si riconquista il litorale sudest.
Informazioni sul percorso
Distanza e dislivello positivo: 112 km con 2.690 metri.
Traccia GPX su Wikiloc
Livello di difficoltà: oercorso per ciclisti molto allenati. In alternativa, lo si può fare con una e-bike. Non comporta particolari difficoltà tecniche, ma bisogna saper guidare bene la bici, perché in alcune zone c’è molto vento.
Il consiglio: indispensabile portarsi da bere e da mangiare a sufficienza, perché per lunghi tratti non esistono punti di rifornimento.
Bici adatte: da corsa, gravel, touring, e-bike.
In giro per Las Palmas. Foto Turismo de Gran Canaria
Pedalando a Las Palmas
La capitale di Gran Canaria è da scoprire a pedali, grazie alle politiche bike friendly dell’amministrazione locale e alle tante piste ciclabili. A facilitare l’uso delle due ruote, anche per gli spostamenti quotidiani, c’è l’orografia del territorio, prevalentemente pianeggiante, della costa nordorientale dell’isola, dove sorge Las Palmas.
In circa 18km si può esplorare la parte moderna della città e la fascinosa Vegueta, la zona più antica, dove i navigatori spagnoli facevano tappa per i rifornimenti durante le lunghe navigazioni verso le Americhe.
Partendo da Isleta e imboccando la ciclabile che corre lungo il litorale est, in una manciata di chilometri si raggiunge il Barrio Vegueta. L’insediamento originario che diede vita a Las Palmas de Gran Canaria alla fine del XV secolo è un concentrato di strade acciottolate, angoli pittoreschi e un mix di stili architettonici che spaziano dal tardo gotico al rinascimentale.
La visita comincia con Plaza de Santa Ana, dove si concentrano Las Casas Consistoriales (l’edificio più emblematico della città), Palacio del Obispo e la cattedrale, con la facciata neoclassica, gli interni gotici e il suggestivo Patio de los Naranjos (Cortile delle Arance), l’anticamera del Museo di Arte Sacra.
La vicina Casa de Colòn ricorda il passaggio di Cristoforo Colombo nella città. Il complesso architettonico ha oltre cinque secoli e custodisce interessanti testimonianze sul ruolo delle Canarie nella scoperta delle Indie Occidentali, oltre a pitture dal XV al XVI secolo di artisti canari.
Nel centro di Vegueta sorge il Museo Canario dove è esposta una collezione permanente sui Guanche, l’antica popolazione aborigena di Gran Canaria.
Oltrepassata la Plaza O’Shanahan, si arriva a Ciudad Jardín, un quartiere creato dalla colonia britannica isolana alla fine dell’Ottocento.
Al Parque de Doramas si trova l’Hotel Santa Catalina, uno storico albergo inaugurato nel 1890, fulcro della vita culturale e sociale di Las Palmas, che ha accolto celebrities come Maria Callas, Gregory Peck e Ava Gardner.
Proseguendo verso nord si arriva a Plaza de España e da qui si attraversa la parte più cosmopolita della città per raggiungere Playa de Las Canteras, una bella spiaggia urbana protetta da “La Barra”, una formazione naturale di roccia vulcanica che corre parallela all’arenile, creando una tranquilla piscina naturale, protetta dalle forti onde dell’Atlantico. Il perfetto finale per una piacevole giornata in sella.
Informazioni sul percorso
Distanza e dislivello: 18 km con 120 m. di dislivello.
Traccia GPX
Livello di difficoltà: molto facile
Bici adatte: city bike, bici da corsa, gravel, touring, e-bike
Il cosiddetto “Gran Cañón” è una ferita verticale nel cuore montuoso e arido del versante meridionale dell’isola ed è la destinazione top per chi ama l’off-road. In sella a una MTB si seguono mulattiere e piste battute che non richiedono sofisticate capacità tecniche di guida, ma necessitano di una buona forma fisica.
Con una e-MTB, comunque, si minimizza il fattore fatica e si massimizza il fattore ludico dell’esperienza.
Il “Grand Canyon” di Gran Canaria, Foto Turismo de Gran Canaria
Grand Canyon di Gran Canaria in MTB
Anche per questo percorso (come per la maggior parte degli itinerari bike di Gran Canaria) si parte dal sud, da Playa del Inglés, vicino alle famose dune bionde di Maspalomas.
Si punta a nord pedalando su un leggero declivio che sale costantemente su fondo asfaltato. In una quindicina di chilometri si arriva al pueblo di Ayagaures (che significa “tra due montagne” in lingua preispanica), un grappolo di case di pietra tradizionali nascosto fra le rughe delle montagne.
In questi paesaggi aridi e primordiali la vita scorre come centinaia d’anni fa: svegliarsi all’alba, zappare i campi, allevare le capre. È incredibile che questi luoghi selvaggi siano a così poca distanza dalle zone ultra turistiche, ma in realtà anni luce dagli alberghi all inclusive e dai corpi bianchicci dei bagnanti stesi sulla sabbia.
La vallata è cinta da palme, pini e alberi del drago. Il Dracaena draco è una specie endemica delle Canarie, ha un tronco robusto e ramificato, con chioma a forma di ombrello e foglie lanceolate. La linfa rossastra che fuoriesce dalla pianta in seguito a scorticamento è chiamata “sangue di drago”.
Una pista in terra battuta penetra sempre più nel “Gran Cañón” fino all’Embalse de Ayagaures, un bacino idrico noto per la sua bellezza naturale. Una lunga salita attraverso granjas (fattorie) e aranceti porta a Las Tederas, a oltre seicento metri di quota. La località deve il suo nome alla Bituminaria bituminosa, nome scientifico di una pianta medicinale di origine mediterranea, utilizzata nella medicina tradizionale canaria come impacco per curare le ferite.
Da qui si ridiscende verso Ayagaures, dove s’imbocca la mulattiera che conduce all’altro versante della Presa de la Gambuesa, un bacino idrico nel Parque Natural de Pilancones che svolge un ruolo importante nella protezione del suolo e nella ricarica delle falde acquifere. Inoltre le pinete della zona costituiscono un habitat favorevole all’avifauna.
Si continua poi verso il Monte Leon, che regala favolosi panorami sulle dune di Maspalomas e sull’Atlantico, e infine una sterrata piena di curve riporta giù fino a Playa del Inglés.
Informazioni sul percorso
Distanza e dislivello: 53,12km – 1603m
Traccia Wikiloc
Livello di difficoltà: medio. Il tracciato non è molto tecnico, ma si guadagna quota, quindi per rendere più agevole il superamento di tanto dislivello, si può anche usare una MTB a pedalata assistita.
Il consiglio: indispensabile portarsi da bere e da mangiare a sufficienza, perché per lunghi tratti non esistono punti di rifornimento.
Bici adatte: MTB, e-MTB
Gran Canaria Bike Week. Foto Fabrizia Postiglione
Gran Canaria Bike Week: la festa su due ruote
La Gran Canaria Bike Week è una manifestazione cicloturistica aperta agli appassionati di ogni età, che potranno scegliere fra sette itinerari su strade asfaltate (inframmezzati da una giornata di riposo) di diverso livello di difficoltà.
L’edizione 2025 si terrà dal 30 novembre al 7 dicembre. Quando in Italia farà freddo, in tre ore di volo si potrà scappare dal maltempo e pedalare col completino estivo.
L’atmosfera durante la Bike Week è gioiosa e le strade vengono rallegrate dai serpentoni colorati dei ciclisti.
“È un evento che porta sull’isola centinaia di amatori alla scoperta dei percorsi più spettacolari”, spiega Jesus Hernandez. Soprannominato “Chiquitin” (“piccolino” anche se è altissimo), è un ultracyclist, fisioterapista ed ex membro dello staff di squadre professionali, tra cui quella gestita dal campione spagnolo Alberto Contador e dal due volte vincitore del Giro d’Italia Ivan Basso.
Come ambassador dell’evento, giunto alla 37esima edizione, “Chiquitin” pedala ogni giorno coi partecipanti ed enfatizza il carattere cicloturistico, ludico e socializzante della manifestazione.
“Ad ogni tappa si visita una zona diversa dell’isola e il fatto di incontrare le stesse persone giorno dopo giorno crea bei legami e momenti di condivisione; inoltre, l’evento è strutturato in modo da lasciare tempo libero nel pomeriggio per fare altre escursioni o stare con la famiglia”, racconta Hernandez.
“Gran Canaria ha tutto ciò che un ciclista può desiderare: bel tempo garantito pressocché tutto l’anno, centinaia di chilometri di strade tranquille e spettacolari, salite infinite e persino percorsi più pianeggianti lungo la costa, oltre a un’infrastruttura alberghiera che offre tanti servizi ai cicloturisti e ai loro accompagnatori”.
La Gran Canaria Bike Week si conclude con la tradizionale tappa festiva Love Gran Canaria, una frazione costiera facile, di 44 km, che prevede un attraversamento, e con un grande pasta party per tutti i partecipanti.
Gran Canaria Bike Week, la partenza di una delle tappe cicloturistiche. Foto Fabrizia Postiglione
Gran Canaria noleggio bici
I migliori bike rental si trovano lungo la costa meridionale dell’isola, nei pressi di Maspalomas.
Ciclo Canaria propone bici da corsa a partire da 24 € al giorno, e-road bike da 29 €, e-bike da città da 30 €, touring bike da 13 €.
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