Nei primi sei mesi sono state presentate all’Inail 495 denunce per morti sul lavoro contro le 462 dello stesso periodo del 2024. E’ quanto emerge dai dati dell’istituto secondo cui, esclusi gli studenti, l’aumento è trainato da quelli in itinere, ovvero nel tragitto casa-lavoro, passati da 104 a 137.
Calano lievemente, nel primo semestre, le denunce di infortuni all’Inail che sono passate dalle 250.766 del gennaio-giugno 2024 a 249.549 dei primi sei mesi del 2025. Aumentano invece le denunce di infortunio degli studenti che, dal 2023, copre gli studenti di scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado, in calo quelle per i ragazzi coinvolti nei percorsi scuola-lavoro. Delle oltre 49mila denunce di infortunio, 1.152 hanno riguardato studenti coinvolti nei percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (Pcto), in riduzione del 13% rispetto al 2024.
“Mentre il Paese si ferma per le ferie estive, la strage silenziosa sui luoghi di lavoro non conosce tregua” denuncia intanto il presidente nazionale Anmil (Associazione nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro), Antonio Di Bella, di fronte all’ennesima escalation di infortuni sul lavoro avvenuta nella giornata di lunedì, con due operai morti nel Veneziano e un altro in provincia di Mantova. Anmil chiede “con urgenza, l’istituzione di una procura nazionale del lavoro, in grado di coordinare le indagini sui reati legati alla sicurezza”.
Di Bella ricorda che sabato 2 agosto, un operaio di 31 anni è morto folgorato mentre lavorava su una piattaforma a sei metri d’altezza in un cantiere a Villadossola (Verbano-Cusio-Ossola). Ma oltre ai morti ci sono i feriti: un operaio di 62 anni, ad Andria (BAT), è rimasto gravemente ferito cadendo da quattro metri mentre posava delle lastre metalliche su un capannone; a Buddusò (Sassari), un operaio di 41 anni è stato travolto da pneumatico di un tir all’interno di un’officina meccanica e un operaio di 39 anni è finito in prognosi riservata dopo una caduta dal tetto durante l’installazione di pannelli fotovoltaici ad Eboli (Salerno). Sempre in Provincia di Salerno, a Montecorvino Pugliano, il 1° agosto, tre operai sono rimasti gravemente feriti a seguito del ribaltamento di un cestello mentre stavano montando un’insegna pubblicitaria. Lo stesso giorno, a Roma, due operai sono rimasti feriti a seguito di un’esplosione all’interno di una cabina elettrica durante lavori di manutenzione, mentre a Malo (Vicenza) due operai sono precipitati da un’impalcatura da un’altezza di otto metri.
“Le dinamiche sono sempre le stesse: cadute dall’alto, folgorazioni, esplosioni, schiacciamenti. E le conseguenze, purtroppo, altrettanto note: vite spezzate, famiglie distrutte, e una nazione che continua a fare i conti con l’insicurezza strutturale nei luoghi di lavoro”, continua Di Bella. “È per questo che, come Anmil, chiediamo con forza un cambio di passo concreto: più prevenzione, più controlli efficaci, più formazione mirata, e un aggiornamento normativo che non resti lettera morta ma trovi reale applicazione nei luoghi di lavoro. Serve una svolta culturale: la sicurezza non può più essere vista come un costo da contenere, ma come un valore fondamentale da difendere ogni giorno”.
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