Due giovani operai, di 30 e 23 anni, sono morti lunedì mattina cadendo in una cisterna per la raccolta di residui biologici, a Santa Maria di Sala, in provincia di Venezia. Secondo le prime informazioni, i due erano impegnati nelle operazioni di pulizia di una fossa biologica. Nonostante la tempestività dei soccorsi, per i due lavoratori non c’è stato nulla da fare. I corpi sono stati recuperati dai vigili del fuoco.
Per approfondire Agenzia ANSA L’Inail: ‘Crescono le denunce di morti sul lavoro, in 6 mesi 495’ – Notizie – Ansa.it L’aumento è stato trainato dagli incidenti in itinere, erano 462 nello stesso periodo del 2024 (ANSA)
L’incidente è avvenuto nella pertinenza di un’abitazione privata, a Veternigo, una frazione di Santa Maria di Sala. Sono in corso i rilievi per accertare le cause della morte, ma una prima ipotesi è che possano essere rimasti vittima delle esalazioni venefiche. Sul posto, per gli accertamenti, vi sono i carabinieri e i tecnici dello Spisal. I vigili del fuoco stanno lavorando anche con una squadra del nucleo Nbcr per la messa in sicurezza dell’area.
Le due vittime lavoravano per una ditta di traslochi che aveva subappaltato l’intervento di pulizia della vasca biologica di pertinenza della casa. Non si tratterebbe di una comune fossa biologica, ma di una struttura più profonda: in passato la casa, un’edificio molto vasto, aveva ospitato infatti anche un’attività artigianale, e successivamente una comunità di accoglienza per immigrati. Lo si apprende da fonti sindacali. L’intervento di espurgo era già stato effettuato dagli operai della ditta subappaltatrice, che ha sede a Marghera (Venezia).
L’altro incidente vicino Mantova
Un altro incidente, sempre lunedì mattina, è avvenuto in un’azienda agricola di Canneto sull’Oglio, nel Mantovano. La vittima, Mario Malzani, era un operaio agricolo di nazionalità italiana. Avrebbe compiuto 51 anni il prossimo 4 ottobre. L’uomo è precipitato in un’insilatrice, il macchinario elevatore utilizzato per trasportare il trinciato nei silos, riportando ferite mortali. L’operaio, residente a Canneto e originario di Pontoglio (Brescia), nel tentativo di sbloccare un’insilatrice a cui stava lavorando è stato risucchiato dagli ingranaggi che, all’improvviso, si erano rimessi in movimento. La morte è avvenuta sul colpo.
A trovare il corpo sono stati i colleghi, insospettiti dal fatto di non vedere più il 50enne lavorare intorno al macchinario. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Viadana, i vigili del fuoco e i tecnici del servizio di sicurezza nei luoghi di lavoro dell’Ats Valpadana.
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