‘Frammenti di luce’ (When the Light
Breaks) di Rúnar Rúnarsson, in sala dal 14 agosto con Movies
Inspired, racconta una storia semplice di gioventù e lutto e lo
fa con la luce e la musica rarefatta d’Islanda.
Quarto lungometraggio del regista islandese, già a un Certain
Regard a Cannes e poi in concorso in Alice nella Città alla
19esima Festa di Roma, il film ha come protagonista l’algida Una
(Elin Hall), magrissima studentessa d’arte ‘pansessuale’ che
porta dentro di sé un segreto che la rende triste, quello di
aver perso un amore appena iniziato.
Nella prima scena la ragazza è infatti a Reykjavík in amore con
Diddi (Baldur Einarsson), frontman del suo gruppo musicale, ma
la loro storia purtroppo dura poco.
Il giorno dopo il ragazzo prende in prestito l’auto del
coinquilino Gunni (Mikael Kaaber) e in un tunnel trova la morte
in un incidente che si rivela essere il più grave della storia
islandese.
La notizia sconvolge Una e Gunni e i loro amici che non sono
certo pronti ad accettare la morte di un loro coetaneo, ma
quando arriva Klara (Katla Njálsdóttir), la fidanzata ufficiale
di Diddi, per piangerne la scomparsa tutto precipita.
Una trova infatti una grande difficoltà nel nascondere il suo
dolore all’intero gruppo, proprio ora che è arrivata la persona
con la quale potrebbe forse più che mai condividerlo.
Ma le albe del nord del mondo, l’alcool e qualche spinello
mettono in campo il loro potere curativo.
Bellissima la colonna sonora composta di un unico brano che si
ripete all’infinito: ‘Odi et amo’ (ispirato al carme 85 di
Catullo), ovvero il brano che apre Englabörn (2002), primo album
del compositore islandese Jóhann Jóhannsson, deceduto nel 2018 a
soli quarantanove anni.
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