«Sa quante volte mi sono detto “speriamo che gli tolgano la patente”, ma non perché non sapeva guidare visto che non ha mai avuto un incidente. Ma perché, ultimamente, ci faceva preoccupare. Anche se è in forma fisica eccellente per la sua età, i riflessi non sono più quelli di una volta e poi l’autostrada non la percorreva mai. Eppure, poco tempo fa, gli era stata rinnovata la patente per altri due anni». Domenico Bollettieri, figlio dell’uomo che ha guidato contromano in autostrada lo scorso giovedì, ha raccontato così al quotidiano La Stampa un timore e un pensiero che è di molti davanti a genitori anziani alla guida.
In appena quattro giorni due incidenti simili sulle strade italiane. Due auto sono entrate contromano in autostrada, entrambe erano guidate da ultraottantenni. Giovedì 31 luglio, un’auto che andava in senso contrario a quello di marcia ha provocato un incidente mortale lungo la Torino-Bardonecchia.Il conducente 88enne di una Fiat Panda ha imboccato l’A32 in modo corretto allo svincolo di Chianocco, ma ha poi fatto un’inversione a U perché non era quella la direzione che voleva prendere: è andato contromano in direzione Torino facendo circa 3 km in senso inverso. Frontale lo schianto con un Doblò che procedeva nel senso corretto di marcia. Anna Filanda di 87 anni è la vittima, è la moglie dell’uomo che ha cambiato senso di marcia e che è rimasto ferito, ma non in pericolo di vita.
Domenica 27 luglio erano sti quattro i morti in un incidente con un’auto in contromano. Egidio Ceriani, 82enne di Magenta, ha imboccato contromano l’autostrada A4 centrando l’auto su cui viaggiavano le tre vittime Valerio Amodio Giurni, 37 anni, Gianni Grossi e Mario Paglino, entrambi di 52 anni. Ferita gravemente Silvia Moramarco, moglie e coetanea del 37enne.
Secondo i dati dell’Osservatorio Asaps-Sapidata, nei primi sei mesi dell’anno ci sono stati 57 incidenti per guida contromano, di cui 21 su autostrade e superstrade. Sono dieci le vittime totali, i feriti sono 108. Come intervenire per cambiare questa tendenza? Filtraggio in entrata. Spiega Giordano Biserni, presidente di Asaps, Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale: «Bisogna filtrare il più possibile in ingresso a partire dalla polizia stradale: ubriachi, chi guida sotto l’effetto di stupefacenti. Soprattutto servirebbero dei sistemi di allarme acustico e visivo per fare in modo che, quando ci si immette dal casello e si imbocca la corsia sbagliata, scatti un sistema acustico tipo nave all’ingresso in porto e scatti un sistema luminoso con una luce rossa lampeggiante, magari maggiorata, per far capire al volo alla persona che sta andando nella direzione sbagliata. Questo sistema va collegato con la sala operativa della polizia stradale, che non può essere però in ogni casello e serve tempo perché la polizia stradale intervenga a disinnescare queste bombe viaggianti».
In Italia non ci sono attualmente questi sistemi in maniera diffusa. «Come Asaps, in Italia, abbiamo ottenuto, partendo oltre vent’anni fa, il cartello maggiorato, quello giallo che si vede al casello, all’imbocco della rampa, grande, enorme, con divieto di accesso al centro. Cartelli come questo dovrebbero essere messi anche nelle entrate e uscite dell’area di servizio come il sistema acustico. Oltre a questo può esserci solo l’intervento della stradale».
L’altra questione che si è posta è quella dell’età. «I casi di contromano sono: il 12% sono ubriachi o alterati da stupefacenti, il 10% sono cittadini stranieri, il 14% sono anziani. Il totale di queste percentuali fa 36. Questo vuol dire che il 64% dei casi è portato da altre motivazioni: stanchezza, sonno, distrazione da cellulare, che è la new entry del rischio nelle strade. Nei casi più gravi di mortalità, gli anziani over 70 sono il 31%. Quindi la casistica dice che c’è una maggiore frequenza. Come si ferma? L’ultraottantenne, 85enne, oltre a controllare la vista e l’udito, deve essere verificato nelle capacità cognitive. Lo devono fare i medici anche sulla base magari di un certificato anamnestico. Non per togliere la patente, ma per mettere limitazioni. Si può stabilire, per esempio, e lo prevede già la normativa, che l’ultraottantenne, se non ha certi requisiti, possa avere una patente limitata, non possa più circolare in autostrada o di notte».

