Mailyn Castro Monsalvo potrebbe lasciare presto il carcere di Trieste per essere trasferita in una struttura protetta per madri detenute con figli piccoli. È stata accolta l’istanza presentata dalla difesa e la colombiana 30enne, accusata di aver istigato e poi materialmente compiuto insieme alla suocera Lorena Venier l’omicidio del compagno Alessandro Venier, 35 anni, lascerà il carcere di Trieste per essere portata a Venezia in una comunità specializzata. Una legge in vigore dall’aprile 2023 consente infatti una forma di custodia attenuata per le madri con bambini al di sotto dell’anno di età per garantire la continuità del rapporto madre-figlio.
Le responsabilità della donna sono state pienamente riconosciute: si tratta quindi di una carcerazione alternativa con gli stessi limiti del carcere ma pensata per tutelare il minore. La bambina resterà quindi al momento con la madre, ma si stanno valutando anche forme di affido alternative con la famiglia di origine di Mailyn in Colombia. «I genitori sono relativamente giovani e hanno una figlia adulta», ha confermato l’avvocato difensore Federica Tosel, «la famiglia si sta organizzando per venire in Italia e prenderemo contatto con il Tribunale dei minori per avviare, se necessario, le pratiche di affido».
Non è stata invece accolta la richiesta di arresti domiciliari per Lorena Venier, 61 anni, che resta in carcere.
Cosa è successo ad Alessandro Venier
Secondo la ricostruzione della Procura basata sulle dichiarazioni circostanziate della madre della vittima, il delitto sarebbe stato pianificato nei dettagli. Alessandro sarebbe stato prima narcotizzato con una limonata. Quando le donne hanno capito che stava per risveglairsi, gli è stata praticata un’inieizione di insulina dalla madre, infermiera professionista. Poi le donne hanno cercato di soffocarlo con un cuscino. Ma poiché l’uomo respirava ancora, è stata Mailyn a prendere i lacci delle scarpe e a stringerli al collo finchè l’uomo non ha smesso di respirare.

