Di giorno esercitava la professione medica, nel tempo libero allenava una squadra di pallavolo giovanile. Sempre a contatto con adolescenti. È stato arrestato a Torino un medico quarantenne, accusato di produzione di contenuti pedopornografici realizzati mediante lo sfruttamento di minori e di detenzione di un ingente quantitativo di materiale scaricato dalla rete. Il medico è accusato di aver realizzato dei video con ragazzini fra i 13 e i 16 anni.
L’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip di Torino, è arrivata al termine di un’indagine complessa e durata oltre due anni, condotta dal Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online (Cncpo) della Polizia Postale, con il supporto del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Torino. L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Roberto Furlan, ha ricostruito l’attività illecita dell’uomo in ambienti pedofili attivi nel dark web per almeno 12 anni.
Gli investigatori sono riusciti a collegare gli pseudonimi utilizzati dall’indagato a una reale identità. Inizialmente la Procura di Roma, titolare dell’inchiesta, aveva disposto una perquisizione personale, domiciliare e informatica. L’analisi dei dispositivi sequestrati ha poi permesso di circostanziare con precisione le condotte contestate: la partecipazione attiva alle comunità illegali online e la produzione di materiale attraverso chat e incontri con minorenni.
Secondo gli inquirenti, il medico aveva anche costruito una rete di contatti con altre persone coinvolte nello scambio di materiale pedopornografico, non solo nel dark web ma anche tramite piattaforme peer to peer. Tra questi contatti figura anche un sacerdote della provincia di Brescia, don Jordan Coraglia, 51 anni., già arrestato lo scorso maggio.
I due – secondo le accuse – stavano pianificando la creazione di un gruppo a sfondo pedopornografico attivo esclusivamente in Italia.
C’è anche un terzo uomo al centro dell’indagine, su cui la Polizia sta raccogliendo elementi: secondo le ipotesi investigative, avrebbe avuto un ruolo apicale all’interno del gruppo insieme al medico e al sacerdote.
Il quadro che emerge è quello di un’organizzazione strutturata, operante da anni nel web sommerso e con legami diretti con la realtà quotidiana, attraverso attività apparentemente innocue ma che gli avrebbero garantito accesso diretto a minorenni.

