“Il ministero della Cultura
affianca il Comune di Monteleone di Spoleto nella richiesta
diplomatica di restituzione della biga”: è quanto riferisce la
sindaca del Comune umbro, Marisa Angelini, spiegando che si è
tenuta una videoconferenza tra i rappresentanti del
ministero-direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio
– e lo stesso ente locale per dare seguito alle decisioni
assunte dal Comitato per il recupero e la restituzione delle
opere italiane dall’estero, riunitosi lo scorso 10 giugno.
Il comitato, che coinvolge diversi organismi tra cui
l’Avvocatura dello Stato, rappresentata dall’ufficio legislativo
ed il capo dipartimento tutela, “ha deliberato – spiega ancora
Angelini – di affiancare ufficialmente il Comune nella sua
azione diplomatica per la restituzione della biga di
Monteleone”, attualmente conservata presso il Metropolitan
Museum of Art di New York.
I funzionari del servizio IV-direzione generale del ministero
della Cultura, “hanno confermato l’indirizzo unanime del
Comitato ad avviare azioni congiunte e diplomatiche per la
restituzione volontaria dell’importante reperto archeologico”.
Le conclusioni scaturiscono da un’attenta disamina dei
documenti storici forniti dallo stesso Comune che
evidenzierebbero “la cattiva fede all’epoca dell’acquisizione
della biga, considerata un’opera di valore identitario, senza
eguali nello studio delle civiltà italiche antiche”.
L’avvocato italo-americano Tito Mazzetta, da anni impegnato
al fianco del Comune nella tutela del diritto alla restituzione,
ha espresso “grande soddisfazione per l’importante avallo del
comitato”.
“Oggi – ha sottolineato la sindaca di Monteleone di Spoleto –
viviamo un momento storico: la diplomazia culturale può
finalmente riscrivere una pagina di giustizia, riportando a casa
un simbolo insostituibile della nostra storia”.
La biga etrusca fu scoperta casualmente nel 1902 da un
contadino nella tomba di un notabile sabino. Fu poi venduta per
pochi soldi e, di mano in mano, arrivò dapprima a Parigi e di
qui negli Stati Uniti dove ora è esposta al Metropolitan Museum
di New York. Da oltre 20 anni il Comune umbro sta portando
avanti una battaglia per dimostrare che questo reperto sarebbe
stato esportato nel 1902-1903 con metodi e modalità che
avrebbero aggirato le leggi italiane.
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